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Milan, Juve, Como e Roma: la volata per il 4° posto Champions si decide negli scontri diretti

A tre giornate dalla fine del campionato, gli ultimi risultati rendono ancora più incerto il piazzamento tra le prime quattro. Cosa succede in caso di arrivo a pari punti e chi sta messo meglio in classifica avulsa.
A cura di Maurizio De Santis
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La corsa al piazzamento Champions in Serie A è diventata un rompicapo per i risultati dell'ultima giornata (35ª) che hanno reso la partita più incerta. Il tonfo del Milan (3°) col Sassuolo e il pareggio della Juve (4ª) in casa contro il Verona già retrocesso lasciano al Como (5°), bloccato dal Napoli sullo 0-0, e alla Roma (6ª, in campo questa sera con la Fiorentina) la possibilità di competere ancora per il quarto posto, quando mancano 3 giornate alla conclusione del campionato 2025-2026. Tre punti separano il terzo posto dal quinto: basta un pareggio sbagliato per scivolare fuori dalla zona che vale la Coppa più ricca. E questo rende possibile qualsiasi scenario, compresi arrivi a pari punti multipli quando a entrare in gioco per determinare la classifica avulsa sarebbero una serie di criteri a cominciare dal bilancio degli scontri diretti.

La situazione di classifica alla 35ª giornata

Davanti c'è la squadra di Allegri, ma il trend di risultati degli ultimi tempi (4 sconfitte, 2 vittorie, 1 pareggio nelle ultime 7 gare) ha sbriciolato certezze. Dietro, la formazione di Spalletti tiene il quarto posto ma senza margine. E poi ci sono i lariani, la vera variabile/sorpresa impazzita, con i giallorossi costretti a rincorrere e a fare i conti con una classifica avulsa che, oggi, la penalizza. A poche giornate dalla fine, la graduatoria vede:

  • 3° Milan: 67 punti (48 gol fatti, 29 gol subiti)
  • 4° Juventus: 65 punti (58 gol fatti, 30 gol subiti)
  • 5° Como: 62 punti (59 gol fatti, 28 gol subiti)
  • 6° Roma: 61 punti (48 gol fatti, 29 gol subiti)

Il distacco è minimo e il regolamento della Serie A è chiaro: in caso di parità tra due o più squadre si applica la classifica avulsa, che tiene conto nell'ordine di alcuni parametri: punti negli scontri diretti; differenza reti negli scontri diretti; differenza reti generale; gol fatti; sorteggio.

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Il peso degli scontri diretti

Qui si decide tutto. Perché nella mini-classifica tra le quattro pretendenti cambiano le gerarchie in caso di eventuale arrivo a pari punti.

Il Milan è la squadra messa meglio: è in vantaggio con Como e Roma ma non con la Juve (doppio 0-0, che prevale per la differenza reti generale).

Subito dopo c'è il Como: in vantaggio con la Juve e con la Roma (2-1, 1-0 prevale per la differenza reti generale), in svantaggio col Milan.

Poi c'è la Juventus: in vantaggio sul Milan e sulla Roma ma penalizzata contro il Como.

La Roma, invece, è quella messa peggio nella classifica avulsa: anche a parità di punti, partirebbe sfavorita rispetto alle altre concorrenti: è in svantaggio con la Juve, con il Como (per la differenza reti generale) e con il Milan.

Cosa può accadere? La sensazione è chiara, come ammesso dallo stesso Allegri dopo il ko indigesto al Mapei Stadium: si può decidere tutto all'ultima giornata, sul filo dei numeri. E quando succede, non sempre vince il più forte ma chi sta messo meglio a conti fatti.

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