Senza Zlatan, a casa e in isolamento, e con Leao e Rebic anche loro fuoriuso, Stefano Pioli ha dovuto inventare un nuovo vice-Ibrahimovic: Lorenzo Colombo. L'attaccante classe 2002, che già nelle precedenti uscite aveva già fatto vedere di avere colpi e personalità da vendere, si è così caricato il Milan sulle spalle in occasione della difficile gara del terzo turno preliminare di Europa League contro il Bodo/Glimt. Nato a pochi chilometri dal centro di Milano e cresciuto nella cantera rossonera, Colombo ha giocato 58 minuti con intensità, qualità e soprattutto segnando la rete del 2-1 con un tap-in sottoporta.

Una rete che rimarrà impressa nella memoria del ragazzo e negli annali rossoneri e italiani, dato che con il suo gol Colombo è diventato il più giovane marcatore europeo del Milan e il primo italiano, nato dopo il 2001, ad andare in gol in una coppa europea.

La sua gioia dopo la partita

"Era una grande occasione per me per dimostrare tutto il lavoro che ho fatto per arrivare qua – ha spiegato Colombo a Dazn, subito dopo il match – Ci voleva una prestazione di squadra, era difficile oggi. Ora dobbiamo recuperare per il Crotone. Segnare a San Siro è un'emozione unica, ho sempre lavorato per questo. C'è ancora tanto da lavorare, non ho ancora fatto niente. Sono contento ma domani si torna a lavorare".

Di fronte alla domanda sulla personalità, Lorenzo Colombo ha confermato di avere le idee chiare: "Avere personalità non vuol dire non avere la testa sulle spalle, ci vuole sempre equilibrio. L'importante è avere equilibrio con la giusta personalità". Un equilibrio che non è mai mancato, anche di fronte alle voci di un suo possibile prestito: "Voglio restare in questo gruppo. Sono al Milan fin da piccolo, ci voglio restare a lungo perché è il club che mi ha cresciuto. Pioli mi ha tolto dal mercato? Mi ero tolto già prima, voglio restare qui".