Michele Criscitiello si commuove per il padre: “Mi disse: ‘Portami in Serie C’. Morì il giorno dopo”

Il 2026 è un anno che resterà nella storia della Folgore Caratese: la squadra con sede a Carate Brianza, in Lombardia, ha vinto matematicamente – con due giornate d'anticipo, grazie al pareggio 1-1 con il Real Calepina – il Girone B della Serie D e dunque ha ottenuto la promozione in Serie C. È la prima volta che il club azzurro arriva nel calcio professionistico da quando nel 2011 la società attuale (Unione Sportiva Folgore Caratese) è nata dalla fusione tra l'U.S. Caratese (fondata a inizio ‘900 e al suo massimo in Serie C 80 anni fa) e la Folgore Verano. A godersi il momento di gioia infinita è in primis Michele Criscitiello, patron e presidente della Folgore Caratese, che si commuove ricordando la promessa che aveva fatto al padre, appena qualche ora prima che morisse.
Il ricordo della promessa fatta da Michele Criscitiello al padre: "Il giorno dopo mi chiamò mamma piangendo"
Criscitiello, volto notissimo di Sportitalia di cui è anche editore, riavvolge il nastro dei ricordi a quando nell'estate del 2023 dapprima prese il club (di cui era già stato presidente dal 2016 al 2022) e poi decise di offrirne la presidenza al padre Sandro: "Il 12 luglio decido di prendere la Forgore Caratese. Vado in un ristorante di Milano e porto la mia amministrazione al mio papà. Gli dico: ‘Sarai tu il presidente della Forgore Caratese'. E lui mi ha detto: ‘Ho 80 anni, fai presto a portarmi in Serie C'. Io ho detto: ‘Tranquillo che ce la faremo'. Lui non era convintissimo di questa mia esperienza nel calcio giocato. E mi ha detto: ‘Portami in Serie C da presidente', scherzando perché lui avrebbe fatto il presidente".
Ma le cose non andarono come Michele aveva sognato, arrivò subito il grande dolore: "Dopo quel pranzo, il giorno dopo, ero a Sportitalia, mi chiama mamma piangendo che a Milano papà aveva avuto un arresto cardiaco. Il tempo di arrivare e c'era l'ambulanza. L'ho salutato, non c'era più niente da fare, esattamente il giorno dopo papà non c'è stato più. Io gliel'avevo promesso: ‘Papà ti portò in Serie C perché ti voglio regalare questa gioia non solo professionale, televisiva, giornalistica, ma anche calcistica', perché lui era un malato di calcio, tifoso dell'Avellino, del Milan e della Folgore Caratese".
"Prendo il primo aereo e vado al cimitero ad Avellino, Gli stampo la classifica e gliela metto lì perché gliela avevo promessa"
"E però io gli ho detto il giorno del funerale, gli ho detto: ‘Non mi hai dato tempo, va bene che devo fare i miracoli, però in un giorno non posso portare la squadra su'. L'abbiamo portata in due anni e mezzo – continua Criscitiello – Domani manterrò la mia promessa. Il primo aereo per Napoli in direzione Avellino, perché gli porto la maglia al cimitero (si riferisce alla maglia celebrativa, in cui c'è scritto ‘Che ti avevo detto', con la C grande e la foto di lui e il padre, ndr). Gli stampo la classifica e gliela metto lì perché gliela avevo promessa".
Il patron della Folgore Caratese spiega poi che a guidarlo è solo la passione, precisando i soldi che immette nel club: "Noi non abbiamo interessi personali, abbiamo interessi che il calcio dalla A alla D sia bello. Ci ho messo tutto me stesso, non per un aspetto economico, perché abbiamo speso meno di almeno 6-7 società. Siamo arrivati prima mettendo lo stadio, prima mettendo le strutture, prima mettendo l'organizzazione e i soldi, io ogni anno spendevo e spendo 600mila, 650. Se arrivo quinto va bene, se arrivo primo meglio, se arrivo settimo sono stato stupido, ma non è che eravamo scarsi, che ero scarso l'anno scorso, due anni fa, e adesso sono diventato un fenomeno. Arriviamo in Serie in C con la consapevolezza di chi siamo e con l'umiltà della matricola per una società, una piazza, che in C non c'è mai stata e quindi oggi per noi è un momento di gloria eccezionale".