La Juventus ha scelto di cambiare guida tecnica e di esonerare Maurizio Sarri all'indomani della eliminazione in Champions League ad opera del Lione agli ottavi di finale. Fatale il flop europeo ma anche le delusioni che sono arrivate con le sconfitte in finale di Supercoppa italiana e in Coppa Italia. All'attivo, per l'ex Chelsea e Napoli "solamente" lo scudetto, che – davanti alla scelta societaria – rappresentava a tutti gli effetti un mero "pro forma", una sorta di "minimo sindacale" che non è bastato a salvare la panchina.

Il popolo bianconero aveva da tempo gridato all'esonero ma la dirigenza bianconera aveva fatto sempre spallucce, sia nel pre partita decidendo di dare calma all'ambiente prima della sfida al Lione con le parole di Nedved e Paratici e poi con le dichiarazioni dello stesso presidente Andrea Agnelli che – pur non citando direttamente mai il tecnico – aveva spiegato come il club avrebbe preso del tempo per fare le proprie valutazioni.

Sarri esonerato: sbagliato, ha vinto lo scudetto 2019/2020

Sono passate solamente 12 ore e la scelta è stata effettuata dalla società bianconera: Maurizio Sarri non è più il tecnico della squadra capitanata da Leonardo Bonucci, lo stesso che nel post Lione aveva sottolineato come – malgrado la sconfitta in Europa – l'obiettivo principale della stagione fosse stato raggiunto: lo scudetto. Eppure, il tricolore non è servito per salvare la panchina a Sarri, forse perché il traguardo in campionato era stato considerato scontato per la dirigenza che da nove anni a questa parte festeggia la supremazia assoluta in Italia. Non era però un traguardo così scontato: la stagione è stata dilaniata dal Covid e dalla pandemia, ripartire e imporsi non era fatto assolutamente facile, ricco di insidie e di pericoli. Ed è per questo che la sentenza di esonero può apparire eccessiva: come si può giudicare un tecnico da una sola stagione assolutamente anomala?

Sarri esonerato: giusto, senza gioco nè guida

Maurizio Sarri ha pagato una stagione altalenante sin dall'inizio e una fiducia a tempo e parziale da parte di una dirigenza che ha discusso per la sua nomina la scorsa estate. C'erano Zidane e Guardiola in testa alla lista poi non arrivati per differenti motivazioni. Si è sperato nel ‘sarrismo' o nel ‘sarriball' che era stato decantato anche a Londra nel periodo Chelsea,  ma che non si è mai riscontrato negli ultimi 9 mesi in bianconero. Senza dimenticare il calando costante nelle ultime settimane anche dal punto di vista dei risultati con il tricolore vinto per ‘inerzia', le sconfitte in Supercoppa e Coppa Italia e la delusione di Cristiano Ronaldo.