Il verdetto del Tas di Losanna era atteso per oggi, 13 luglio, ed è arrivato. La sentenza tanto temuta dal Manchester City s'è rivelata foriera di ottime notizie per il club inglese che potrà giocare regolarmente la prossima edizione delle Coppe (nello specifico, la Champions). Il Tribunale arbitrale per lo Sport ha ribaltato il verdetto iniziale della Uefa che a febbraio scorso aveva decretato l'esclusione per 2 stagioni della società a causa di gravi violazioni del Fair Play Finanziario.

Squalificata annullata ma non senza conseguenze dal punto di vista economico: i Citizens dovranno pagare un'ammenda di 10 milioni di euro, un terzo rispetto a quella paventata (30 milioni) e che costituiva un'aggravante della sanzione richiesta. Il "male minore" rispetto all'ipotesi più disastrosa: in caso di estromissione confermata le ricadute sul bilancio, sulla gestione della rosa e del calciomercato sarebbero state devastanti.

Perché il Tas ha ribaltato la sentenza della Uefa? In base al verdetto del Tribunale non vi erano prove sufficienti per confermare le deduzioni della Uefa che certificavano questa forma "finanziamento occulto". E molte delle presunte violazioni erano prescritte a causa del periodo di 5 anni previsto nei regolamenti della stessa Federazione continentale.

La sentenza del Tas – si legge nella nota ufficiale – ha sottolineato che la maggior parte delle presunte violazioni individuate dalla Camera giudicante del CFCB non erano sufficienti o sono risultate prescritte. Poiché le accuse relative a qualsiasi occultamento disonesto dei finanziamenti azionari erano chiaramente violazioni più significative rispetto all’ostruzionismo nelle indagini, non sarebbe stato legittimo escludere il Manchester City dalle Coppe solo per la mancata collaborazione con gli organi federali.

Tuttavia, considerando le risorse finanziarie del Manchester City, l’importanza della cooperazione dei club nelle indagini condotte dal CFCB, a causa dei suoi mezzi investigativi limitati, il mancato rispetto di tale principio da parte del club e il suo ostacolo alle indagini, il gruppo di esperti del Tas ha ritenuto opportuno ridurre l’ammenda iniziale della Uefa di 2/3, vale a dire l’importo di 10 milioni di euro.

Perché la Uefa aveva escluso il City dalle Coppe? Il provvedimento relativo alle stagioni 2020/2021 e 2021/2022 faceva riferimento a gravi violazioni sul regolamento delle licenze e sulla gestione dei conti. Quali erano le contestazioni? In buona sostanza al Federazione aveva sollevato pesanti eccezioni sulla provenienza e sulla legittimità dei contratti di sponsorizzazione (direttamente collegati alla proprietà attuale) utilizzati per coprire le perdite finanziarie e raggiungere il "break-even" dichiarato tra il 2012 e 2016.