Leo Messi è ultimo sui 618 calciatori di movimento dei Mondiali: nel senso che non si muove

Può un calciatore essere il migliore in una statistica decisiva tra tutti quelli che partecipano ai Mondiali nordamericani, e allo stesso tempo essere addirittura il peggiore in un altro parametro non secondario tra tutti i 618 calciatori di movimento della coppa? Se si è Leo Messi, la risposta è sì. Parliamo di un giocatore come pochi, pochissimi, nella storia del calcio, come del resto è davvero più unica che rara la contrapposizione tra le due voci statistiche in questione: Messi è primo nella classifica marcatori e ultimo in quella per chilometri percorsi in campo.
Leo Messi primo nella classifica marcatori dei Mondiali: 6 gol segnati in 3 partite
Dopo la fase a gironi – conclusa con tre vittorie dall'Argentina, che con la Francia sta confermando il ruolo di grande favorita del torneo – il capitano albiceleste guida la classifica dei cannonieri della competizione con 6 gol a pari merito con Mbappé, che tuttavia ha giocato una partita in più, avendo già trascinato la squadra di Deschamps agli ottavi distruggendo la Svezia. A 39 anni Messi è più che mai deciso a guidare al bis mondiale consecutivo un manipolo di uomini assolutamente devoto a lui.
Lo stesso Messi è praticamente immobile in campo: ultimo tra tutti i 618 calciatori di movimento della coppa
Ed è qui che si incastona perfettamente l'altra statistica, quella che vede il fuoriclasse rosarino muoversi pochissimo in campo, al punto di essere l'ultimo tra i suoi colleghi di movimento (dunque tutti i 618 calciatori esclusi i portieri) che stanno disputando i Mondiali: Messi finora ha percorso una media di 8.1 km per 90 minuti.
Un dato che non sorprende assolutamente, per due motivi. Il primo è legato al discorso del manipolo di cui sopra: l'Argentina di Scaloni è una squadra in cui ognuno degli altri giocatori corre quei metri in più che sottrae Messi, ben sapendo che quel sacrificio non è altro che un investimento che già ha pagato dividendi altissimi in passato e può pagarne ancora a stretto giro, consegnando questa generazione di calciatori alla leggenda dello sport mondiale.
E poi c'è la caratteristica che è ormai un marchio di fabbrica dell'ultima versione di Messi, che da anni non solo non pressa più gli avversari quando questi ultimi hanno la palla, ma trotterella quando ce l'ha la sua squadra. Una ‘camminata attiva' in cui la ‘Pulga' non si gira i pollici, ma osserva, scruta, analizza, scansiona tutto quello che accade intorno a lui sul campo, dai movimenti di compagni e avversari agli spazi che si aprono prima di tutti nella sua mente. Una sorta di computer vivente applicato al calcio, alla ricerca costante di punti deboli in cui affondare il colpo.
Qualcosa che ricorda molto da vicino la capacità di lettura del gioco in tempo reale di LeBron James: solo i numeri uno sanno già in anticipo quello che sta per succedere e che nessun altro può minimamente solo immaginare. È esattamente la materia di cui sono fatti campioni e trofei.