Le decisioni dei vertici arbitrali dopo Napoli-Verona e Lazio-Fiorentina: solo un arbitro sarà punito

Napoli–Verona e Lazio–Fiorentina sono le partite della 19ª giornata Serie A che hanno alimentato le polemiche nei confronti degli arbitri e del VAR per le decisioni e i riflessi sulla classifica. Due i direttori di gara finiti sotto la lente: Marchetti, protagonista dei casi più spinosi al Maradona (rigore concesso per mani di Buongiorno e gol annullato a Hojlund); Sozza per gli episodi accaduti all'Olimpico che hanno fatto gridare (ancora) allo scandalo i capitolini. L'uno, nonostante le decisioni di campo siano state sempre ribaltate, è stato promosso e ha ricevuto una menzione particolare; il secondo sarà fermato (almeno) per un turno perché proprio non è piaciuta l'intera gestione delle situazioni più controverse. E non da solo… perché la pausa di riflessione e di ammenda riguarderà anche i colleghi in cabina di regia a Lissone, ovvero Pezzuto (VAR) e Prontera (AVAR).
Perché Sozza, Pezzuto e Prontera sono sul banco degli imputati
Cosa hanno combinato gli arbitri designati per Lazio-Fiorentina? L'errore reputato da matita blu è stato il mancato rigore assegnato alla Lazio per la maglia di Gila strattonata da Pongracic. Il gesto del calciatore della Viola è stato così evidente che i vertici arbitrali hanno giudicato come inaccettabile il fatto sia sfuggito anche a chi era davanti al monito e aveva gli strumenti per valutare meglio quel frangente. Quell'intervento non era un peccato veniale ma una scorrettezza da punire con la massima punizione.

E che dire del penalty "generoso" di cui ha beneficiato la Fiorentina? L'impressione è che Gudmundsson faccia di tutto per cercare il contatto con i piedi dell'avversario, trascinando in maniera plateale la gamba. Il contatto c'è stato ma la valutazione che avrebbero dovuto fare gli ufficiali di gara ha fatto storcere il muso.
Marchetti, giudizio positivo al netto degli episodi di Napoli-Verona
Marchetti e Marini (VAR) sembra usciranno indenni dalla serata "bestiale" del Maradona. Il tocco di mano di Buongiorno, la cui postura è condizionata dal fallo che subisce da Valentini del Verona, e il conseguente rigore assegnato con on-field-review sono interpretati come punibili. Perché? La posizione del difensore va comunque considerata "scomposta" nonostante quella particolare situazione di gioco potesse costituire eccezione: il calciatore in elevazione per colpire la palla di testa è normale che non abbia le braccia non vicine al corpo. Un fattore, quest'ultimo', sottolineato con veemenza da Adani in tv che ha criticato pesantemente il metro di giudizio adottato dagli arbitri.

Quanto al gol annullato a Hojlund, il regolamento è chiaro: il tocco di mano/braccio, sia pure impercettibile, "è un’infrazione solo se la segnatura avviene immediatamente dopo il contatto accidentale". Ecco perché è stato giusto annullare la marcature dell'attaccante. La questione è: ha davvero colpito/lambito la palla con il polso sinistro imprimendole un cambio di direzione? Il calciatore, che ha condiviso una storia su Instagram, afferma di no. Conte si è spinto oltre, puntando il dito contro le interpretazioni eccessivamente fiscali ("cosa avrebbe dovuto fare, tagliarsi il braccio?"). E anche se dalle immagini trasmesse e analizzate in tv si ha l'impressione che cerchi di ritrarre l'arto, oltre a non essere chiaro se c'è stato contatto, in cabina di regia a Lissone, invece, hanno giudicato in base ad altri fotogrammi che certificano l'infrazione. Così è, se vi pare.