Perché Lautaro Martinez è stato subito espulso dopo aver ricevuto il "giallo" per le proteste contro l'arbitro Manganiello? Perché Cristiano Ronaldo ha potuto permettersi di mandare (palesemente) a quel paese il direttore di gara – Mariani – che lo aveva ammonito nella fase più calda della partita col Napoli? Le risposte possono essere tante, la realtà dei fatti (al netto delle differenti condizioni in cui sono maturati i provvedimenti) è che il differente metro di giudizio e – quasi sicuramente – il timore reverenziale nei confronti di CR7 hanno fatto sì che il campione portoghese la facesse franca nonostante quel gesto che avrebbe potuto provocare guai peggiori.

Morale della favola: Lautaro Martinez verrà (giustamente) squalificato per essersi lasciato trascinare dalla rabbia, per aver affrontato faccia a faccia il direttore di gara, per essere stato trascinato via con la forza dai compagni di squadra che gli hanno evitato di aggravare la propria posizione. Resta da capire quale sarà l'entità della sanzione che l'attaccante argentino riceverà (oltre alla multa da parte della società), quante e quali partite salterà.

Stesso discorso per Antonio Conte, pure lui protagonista (assieme al terzo portiere, Berni, e a Ranocchia) nel furibondo post partita contro i sardi. Anche l'allenatore nerazzurro rischia grosso per quel tentativo di "muso a muso" con il fischietto, quel contatto evitato grazie anche a Lele Oriali che ha fatto il possibile per frapporsi tra i propri tesserati e il signor Manganiello.

E Ronaldo? Nulla, lui potrà essere regolarmente in campo domenica prossima (2 febbraio, all'ora di pranzo) contro la Fiorentina. È vero che la reazione del portoghese non è paragonabile a quella di Lautaro Martinez ma è altrettanto vero che l'indulgenza del direttore di gara ha fatto sì che al danno della sconfitta si aggiungesse anche la beffa dell'espulsione di CR7.