La storia del Vado, primo club a vincere la Coppa Italia tornato in Serie C dopo 78 anni

Ci sono imprese che attraversano il tempo e diventano parte della storia. Quella del Vado FC è fatta proprio di questo: di coraggio, ambizione e traguardi destinati a restare nella memoria collettiva del calcio italiano.
Nella stagione 2025/2026 il club ligure, in provincia di Savona, ha scritto una nuova pagina storica conquistando la promozione in Serie C, un ritorno atteso ben 78 anni dall’ultima apparizione tra i professionisti, datata 1948. La squadra guidata da Sesia ha dominato il girone A di Serie D, imponendosi come il miglior attacco e la miglior difesa del torneo ma il nome del Vado nella storia del calcio italiano è legato alla vittoria della prima edizione della Coppa Italia organizzata dalla FIGC nella stagione 1921/1922.

Il calcio nel Dopoguerra e la prima Coppa Italia
In quegli anni il calcio italiano era attraversato dallo scisma con la Confederazione Calcistica Italiana (CCI), nata per favorire le grandi società e limitare l’accesso ai club minori. In un contesto complicato dal punto di vista economico e politico, la FIGC cercò comunque di rilanciare il movimento attraverso una nuova competizione nazionale aperta anche alle realtà più piccole.
Per il Vado quell’avventura rappresentava molto più di un semplice torneo. Era l’occasione per sfidare squadre ben più blasonate e dimostrare il proprio valore. E quella scommessa si trasformò in una vera impresa sportiva: il club rossoblù conquistò infatti la prima Coppa Italia della storia. Un trionfo che ancora oggi rende unico il nome del Vado nell’albo d’oro della competizione, accanto a società leggendarie come Juventus, Roma, Inter e Milan.
Anche il regolamento di quella prima edizione racconta il calcio romantico dell’epoca. L’iscrizione era gratuita per i club dotati di un campo recintato, ma le società ospitanti dovevano sostenere spese importanti: garantire un contributo economico alla FIGC, rimborsare il viaggio in treno agli avversari e coprire i costi di trasferta della squadra ospite. Un peso notevole per molte società del tempo, tanto che diversi club rinunciarono durante il torneo. Il Vado, invece, seppe affrontare anche queste difficoltà con spirito organizzativo e intraprendenza, riuscendo a disputare gran parte delle gare casalinghe e costruendo così il proprio storico cammino verso il successo finale.
Il cammino del Vado fino alla vittoria della Coppa Italia
Il cammino del Vado FC nella prima Coppa Italia del 1922 fu una vera impresa costruita partita dopo partita. All’esordio i rossoblù superarono con fatica il Fiorente per 4-3 dopo i tempi supplementari, mentre nei turni successivi riuscirono a imporsi con maggiore autorità battendo il Molassana per 5-1 e la Juventus FC per 2-0.
Nei quarti di finale il Vado si trovò davanti un ostacolo ancora più difficile: la Pro Livorno, formazione di categoria superiore e arrivata all’appuntamento più riposata. Nonostante i pronostici sfavorevoli, i liguri riuscirono a sorprendere tutti conquistando una storica vittoria per 1-0 e guadagnandosi l’accesso alla semifinale.

Anche contro la Libertas Firenze il copione non cambiò. I toscani arrivavano freschi al confronto dopo il ritiro della Valenzana, ma il Vado dimostrò ancora una volta carattere e determinazione, conquistando ai supplementari la prima finale della storia della Coppa Italia.
La finale contro l’Udinese si disputò il 16 luglio 1922 a Vado Ligure. Gli ospiti erano considerati tecnicamente superiori, ma i rossoblù resistettero con grande organizzazione trascinando la sfida oltre i tempi regolamentari. Con il calare della luce — in un’epoca senza riflettori — l’arbitro decise che la partita si sarebbe conclusa con il golden goal.
Fu allora che il giovane Virgilio Levratto entrò nella leggenda: servito in contropiede da Lino Babboni, lasciò partire un potente tiro dalla distanza che si infilò all’incrocio dei pali regalando al Vado la vittoria della prima Coppa Italia. Attorno a quel gol nacquero racconti e leggende, ma una cosa rimase certa: dopo appena pochi anni di attività agonistica, il Vado era diventato il primo club a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della competizione.
La storica vittoria del Vado FC nella prima edizione della Coppa Italia venne celebrata ufficialmente alcuni mesi dopo la finale. La consegna del trofeo si svolse il 17 settembre 1922, in una cerimonia alla presenza delle autorità civili e militari e del presidente della FIGC, l’avvocato Lombardi.
La coppa, un prestigioso trofeo in argento dal peso di quasi nove chilogrammi custodito in un elegante astuccio rivestito di seta blu, rimase per anni uno dei simboli più preziosi dell’orgoglio rossoblù. Tuttavia, il 18 dicembre 1935, durante la giornata dedicata alla campagna nazionale dell’“Oro alla Patria”, i dirigenti del club decisero di donare il trofeo originale alla raccolta patriottica promossa dal regime.
Dalla prima Coppa Italia al ritorno in Serie C: il Vado nella storia
Molti anni più tardi, il 9 aprile 1992, la FIGC restituì simbolicamente quel pezzo di storia al Vado consegnando una riproduzione fedele della coppa originale in occasione dell’amichevole commemorativa contro l’Udinese Calcio. Da allora il trofeo è custodito a Vado Ligure, esposto in una teca visibile dall’esterno della sede della Cassa di Risparmio di Savona, diventando un simbolo permanente della gloriosa tradizione rossoblù.
Dalla conquista della prima Coppa Italia al ritorno in Serie C dopo quasi otto decenni, il filo conduttore della storia del Vado resta lo stesso: la capacità di superare i limiti, sfidare i pronostici e regalare alla provincia savonese pagine indimenticabili di grande calcio.