Il nuovo format della Champions League, valido a partire dalla stagione 2024/25 è stato presentato lo scorso lunedì. Con l'aumento del numero delle squadre partecipanti alla prima fase, che da 32 passeranno a 36, la UEFA ha dovuto spiegare in che modo saranno assegnati i quattro posti in più. Saranno utilizzati tre criteri e il terzo di questi sta già facendo discutere. Il primo criterio, che riguarderà un solo posto dei quattro, afferma che questo sarà assegnato a un club della quinta nazione nel ranking per coefficienti UEFA, a oggi la Francia. Il secondo criterio, che varrà anch'esso per un solo posto, attesta che questo verrà assegnato alla vincitrice del campionato della nazione con il coefficiente più alto tra tutte le vincitrici del campionato che non si sono qualificate direttamente per la prima fase di Champions League.

Il terzo e ultimo criterio, che riguarderà gli ultimi due posti disponibili, è quello che ha lasciato perplessi diversi tra addetti ai lavori e tifosi. Gli ultimi due posti disponibili, infatti, saranno assegnati ai due club con i coefficienti più alti che non si sono qualificati direttamente per la prima fase di Champions League, ma si sono qualificati per la fase preliminare della competizione oppure per l'Europa League o l'Europa Conference League.

La posizione di Rummenigge

Karl-Heinz Rummenigge, CEO del Bayern Monaco, ha spiegato il meccanismo e le sue perplessità a Tuttosport:

"Con la nuova Champions League approvata a partire dal 2024, la Juventus probabilmente sarebbe ripescata per una questione di ranking anche arrivando quinta. In Germania si è discusso molto di questa novità, io sono davvero indeciso. Sono stato un calciatore e per me la qualificazione è sacra.

Questo criterio, infatti, consentirebbe ai club che abitualmente fanno parte della Champions League di disputarla, pur non avendolo meritato sul campo. È possibile interpretare questo meccanismo come una sorta di paracadute per i top club che dovessero avere una stagione storta. Così, i migliori club europei avrebbero più certezza di giocare il massimo torneo continentale e ciò comporterebbe una maggiore stabilità finanziaria per queste società.

Uno spunto di trattativa con i club della Superlega

Questa parte della riforma promossa dalla UEFA si avvicina alle richieste e alle idee dei 12 club che avevano fondato la Superlega, salvo poi ritirarsi quasi tutti dalla competizione. Il nuovo torneo, infatti, nasceva anche con l'intento di garantire dei posti fissi ai top club in una competizione internazionale, cosicché questi non avessero l'obbligo di rincorrere la qualificazione in Champions League ogni anno. Il nuovo format di quest'ultima va incontro a queste esigenze e il terzo criterio per la qualificazione in Champions delle quattro squadre aggiunte alla competizione potrebbe essere uno dei futuri spunti di trattativa tra i top club europei e la UEFA.