Genio e sregolatezza. Tanto forte in campo ma così fragile al di fuori del rettangolo verde. Arturo Vidal è il ‘guerriero' che qualsiasi compagno di squadra vorrebbe accanto a sé quando infuria la battaglia e nello spogliatoio c'è bisogno di un punto di riferimento, della personalità che fa la differenza quando la tensione rischia di fare brutti scherzi.

Mauricio Isla, ex compagno alla Juventus e nella nazionale cilena, ha raccontato all'emittente Canale 13 cosa vuol dire condividere il lavoro quotidiano con "King Arturo" nel bene e nel male. Ha esaltato le qualità di professionista (che Antonio Conte ha voluto con sé anche all'Inter) e di calciatore che dà tutto in partita ma non ne ha nascosto le debolezze che, spesso, lo hanno risucchiato nel lato oscuro della forza.

I guai di Vidal e perché la Juve decise di cederlo

Gli è successo a Torino quando la Juve, stanca delle sue bravate, decise di privarsi di lui. Il copione s'è ripetuto anche in Germania, ai tempi del Bayern Monaco, quando il quotidiano tedesco, Bild, ne descrisse la scappatella notturna (era in compagnia di Pogba, allora in bianconero) dopo la partita di Coppa contro la ‘vecchia signora'. Nel 2015 rischiò addirittura la vita a causa del terribile incidente nel quale rimase coinvolto dopo aver lasciato il ritiro del Cile (in occasione della Coppa America) per trascorrere una notte al Casinò, alzando un po' troppo il gomito. Gli agenti accorsi sul posto verificarono che aveva bevuto e non era in condizioni di essere alla guida.

Lo stesso Jorge Sampaoli, ex commissario tecnico della ‘Roja delle Ande', raccontò un brutto episodio capitato in aereo, durante un viaggio della selezione verso Lima (in Perù). "Ama bere e non si controlla – disse nel 2015 l'attuale tecnico del Marsiglia -. Mi chiese una birra mentre eravamo in aereo, gli dissi che non era il caso di berla. Poco dopo fu visto dai compagni con una bottiglia di whiskey in mano".

Genio e sregolatezza nelle parole di Isla

Per qualche anno Isla e Vidal hanno condiviso l'esperienza alla Juventus e di quel periodo ricorda tutto: come sapesse essere una guida nello spogliatoio oppure in campo e, al tempo stesso, quei vizi e quei difetti che hanno alimentato il chiacchiericcio nei suoi confronti. "Può uscire, bere, festeggiare con i suoi amici, andare a vedere la sua famiglia e i figli, girare in Ferrari… Fuori dal campo non mi faccio coinvolgere da quello che fanno i miei compagni di squadra ma per me Arturo resta il calciatore che tutti vogliamo in Nazionale", ha confessato Isla.