Isco ha vinto cinque Champions League, ma la qualificazione con il Betis lo ha fatto piangere

Francisco Roman Alarcon Suarez, meglio noto come Isco è un calciatore di 34 anni che ha avuto fin qui una carriera eccezionale. A livello di club ha vinto diciannove trofei, nella sua bacheca luccicano cinque Champions League, tutte vinte con il Real Madrid. Da tre stagioni gioca con il Betis Siviglia, che vincendo 2-1 contro l'Elche ha ottenuto la seconda qualificazione di sempre in Champions. Isco dopo la partita si è commosso, lacrime, vere, sincere, di un campione che riesce ancora ad assaporare il gusto di un grandissimo traguardo.
Betis in Champions League dopo 20 anni
Il Betis fino a poche ore fa aveva ottenuto una sola qualificazione in Champions, che ha disputato nella stagione 2005-2006. A inizio stagione il posto in Champions League sembrava una chimera, l'andamento del campionato ha confermato questa sensazione, ma con il passare delle settimane si è capito ed è stato poi conclamato che la Spagna (oltre all'Inghilterra) avrebbe conquistato il posto extra per la Champions. Quindi anche la quinta saliva a bordo.
Il Betis ha celebrato la qualificazione blindando il quinto posto in un martedì perfetto. Perché il Celta, unico inseguitore vero, si è fatto battere in casa 3-2 dal Levante, ed ha di fatto consegnato il matchpoint alla squadra guidata dall'ingegner Pellegrini, che a settembre compirà 73 anni,
Le lacrime di Isco dopo la qualificazione in Champions del Betis
Chiusa l'opera è partita la grande festa, per giunta in casa, celebrazione con i fiocchi che ha visto Isco prendersi la scena, non per una giocata in particolare, per le lacrime che copiose sono scese dal suo volto, immortalate dalla tv e dal club stesso, che lo ha celebrato ricordando i suoi trionfi, cinque Champions League e diciannove trofei. Potrà sembrare banale, o quasi ovvio, ma è corretto sottolineare quanto accaduto perché è vero che gli atleti non si stancano mai di vincere, ma Isco ha avuto una carriera straordinaria, celebrata già in passato, ma forse non immaginava a 34 anni di poter vivere ancora da protagonista un'annata e di giocare ancora una volta in Champions con il Betis, che ha trovato un nuovo simbolo, dopo il mito Joaquin.