Christian Eriksen è sempre al centro di grandi discussioni. Il centrocampista danese dell'Inter è arrivato in Italia a fine gennaio con il marchio di "anti-CR7" ma, evidentemente, in pochi lo avevano visto giocare prima. O forse avevano visto male. Il numero 23 nerazzurro non è mai stato impiegato con continuità e negli ultimi giorni si è parlato anche di una possibile partenza dopo soli sei mesi. Da uomo della provvidenza a uomo in fuga. Eriksen non è mai parso uno dei calciatori che Antonio Conte aveva chiesto alla sua società, i nomi che da dodici mesi si fanno intorno al centrocampo del club meneghino sono quelli di Vidal, Kanté, de Paul e Castrovilli; ma Beppe Marotta con una grande operazione a gennaio era riuscito ad assicurarsi uno dei calciatori più cercati d'Europa negli ultimi anni per intelligenza tattica e per qualità.

Eriksen è finito spesso sul banco degli imputati e in tanti si sono chiesti se fosse utile alla causa nerazzurra o se fosse l'allenatore dell'Inter a utilizzarlo poco (1.076 minuti in 26 partite) e nelle ultime ore sono arrivate anche le parole di José Mourinho a rincarare la dose sull'attuale centrocampista dell'Inter. Proprio in relazione alle caratteristiche del suo ex giocatore il manager portoghese nel documentario di Amazon sulla stagione 2019/2020 del Tottenham intitolato ‘All or Nothing‘ ha dichiarato: "A Christian Eriksen manca cattiveria".

Lo Special One, in una discussione con il presidente degli Spurs Levy, si è soffermato sulle caratteristiche del calciatore classe 1992 di Middelfart e sul perché poteva essere venduto nella sessione invernale di mercato: "Eriksen è preziosissimo nelle situazioni in cui la squadra deve congelare il pallone, sa muovere molto bene la sfera e con lui in campo la manovra è più fluida. Però gli manca cattiveria. Un conto è essere dinamici, un altro essere cattivi. E a Christian questa qualità manca".