Dopo una lunghissima gestazione il calcio ha finalmente il suo protocollo. Gli allenamenti collettivi sono iniziati già da qualche giorno, ma adesso con l'approvazione del protocollo si avvicina ufficialmente il ritorno della Serie A. Le modifiche suggerite dalla Lega di Serie A sono state accettate dal Comitato Tecnico Scientifico. Sono state così spazzati via tutti i dubbi dei club, dell'Associazione calciatori e dei medici delle venti società del campionato italiano.

L'annuncio di Spadafora: protocollo approvato

Intervistato nel corso del programma di Rai 1 ‘La vita in diretta' il Ministro dello Sport ha annunciato l'approvazione del protocollo sanitario che regolarizza gli allenamenti collettivi e che fa da preludio, o almeno così pare al momento, al ritorno del campionato di calcio:

Pochi minuti fa abbiamo pubblicato il protocollo che consente alle squadre di Serie A di riprendere gli allenamenti di squadra. Inoltre ho appreso che lunedì 25 riceverò il protocollo per la ripresa del campionato. Lo trasferirò al Comitato tecnico scientifico e mi impegno a valutarlo entro il 28 maggio, ovvero quando avrò l'incontro con Figc e Serie A per capire come e se sarà possibile riprendere il campionato.

Le norme del protocollo per il calcio

La Serie A ha dovuto faticare molto per ottenere il protocollo sanitario. Non è stato semplice trovare un accordo tra le parti. C'erano un paio di nodi da risolvere, ma adesso tutto è stato sistemato e regolarizzato.

Nella prima fase degli allenamenti ‘l'allenatore e lo staff tecnico avranno sempre la mascherina e si terranno a due metri di distanza l'uno dall'altro. Tutti i componenti della squadra dovranno raggiungere il centro sportivo e tornare nella propria abitazione al termine dell'allenamento con mezzi propri e rispettando le regole anti contagio".

Le società devono: "predisporre una postazione di controllo della temperatura (termoscanner a distanza) e saturimetro (da disinfettarsi ogni volta) all’ingresso del Luogo di allenamento con il proprio Staff Medico (dotato degli opportuni DPI) e adottare procedure di isolamento in due distinti locali in caso di rilevazione di temperatura corporea (> 37,5 °C)".

In modo scaglionato i calciatori dovranno accedere alle aree comuni, come lo spogliatoio e il ristorante. Soddisfati i medici sociali delle società di calcio, che avevano contestato le prime bozze.

Questo è scritto nel punto 2: "Al Responsabile Sanitario/Medico Sociale/Medico di Squadra e al Medico Competente (per coloro che non sono in possesso di Scheda Sanitaria FIGC) è affidato il compito di monitorare il GRUPPO, sottoponendolo ad una costante valutazione clinica con controllo giornaliero della temperatura e degli altri sintomi (il rialzo febbrile non è sempre presente). I Medici suddetti dovranno dare indicazioni a tutti i componenti del GRUPPO sui comportamenti da adottare (spogliatoio, sala massaggi, riunione tecnica, sala pranzo, etc.)". Il testo del protocollo sanitario.