Il Napoli ci mette il cuore, pari in rimonta sul Verona ma schiuma rabbia per il VAR

Il Napoli si butta via contro il Verona, rimonta da 0-2 a 2-2. Schiuma rabbia per due reti annullate (discutibile quella negata a Hojlund), addirittura rischia grosso nel finale per il solito contropiede. E lassù gongolano un po' tutti per la battuta d'arresto degli azzurri proprio al Maradona. Conte lo aveva detto: il surplus di impegni e una rosa risicata per l'emergenza assenze possono rendere tutto più complicato e la sfida con l'Hellas s'è rivelata la trappola che più temeva. Il bicchiere mezzo pieno, però, dice che un punto è meglio di niente in situazioni del genere. E poi domenica c'è l'Inter a San Siro, oltre al recupero della sfida col Parma.
Ci sono due Napoli. Quello del primo tempo ha le fattezze di un pugile che parte forte poi finisce suonato all'angolo per l'uno-due micidiale del Verona. E il calcio di rigore concesso per il tocco di mano di Buongiorno, coinvolto nella baruffa dei contrasti con gli avversari, è un cazzotto sul mento che manda gli azzurri dritti al gong del primo tempo in confusione.

Quello della ripresa ha tutt'altro piglio e schiaccia gli scaligeri nell'area di rigore con Hojlund che fa valere la sua fisicità ma gli va male perché vede due gol annullati. La deviazione di McTominay, complice un'uscita a vuoto di Montipò, è il preludio del forcing, dell'inferno, scatenato dai partenopei. È il segnale che dà la stura alla rabbia agonistica dei padroni di casa. Il 2-2 resta strozzato in gola all'attaccante danese e stronca l'entusiasmo dei tifosi: è il VAR a cambiare la decisione del campo dopo un'azione impreziosita dal "solito" assist di Politano. Cross dalla destra col mancino e in quella tonnara che è l'area del Verona c'è l'ex Manchester United a farla da padrone ma dalla cabina di regia vedono un tocco di polso del calciatore che "nell'immediatezza" sfrutta quel vantaggio (a dire il vero abbastanza dubbio considerata a dinamica dell'azione) e la mette dentro.

Passano pochi minuti e il Maradona è costretto a rimangiarsi l'esultanza: punizione dalla sinistra e mischia in area risolta McTominay grazie a una sponda d Rrahmani, ma il difensore era partito in posizione di fuorigioco. Niente da fare. Sembra stregata. Ci pensa Di Lorenzo a squarciare il velo di pessimismo e di malìa negativa. Il Napoli preme e viene premiato per la determinazione che profonde: cross dalla trequarti di destra di Marianucci per il capitano che inventa una traiettoria perfetta e fa gol. Questa volta è buono. Ma non si va oltre il 2-2.