Il Napoli batte il Rijeka in rimonta, per 2-1, e conquista la seconda vittoria del suo girone di Europa League, ormai raddrizzato dopo il passo falso all'esordio con l'AZ. Gli azzurri sono a quota 6 punti, al pari degli olandesi e della Real Sociedad: è tra queste tre squadre che si deciderà la qualificazione ai sedicesimi, con il Napoli che avrà il vantaggio di giocare due delle prossime tre partite al San Paolo. Il passaggio del turno resta ampiamente alla portata della squadra di Gattuso, soprattutto nella versione vista nel secondo tempo in Croazia.

L'inizio di gara del Napoli ricorda quello di tante partite di Europa League nella storia del calcio italiano. Molli e svagati, gli azzurri subiscono l'iniziativa di un Rijeka aggressivo e subito in partita. Un contropiede orchestrato da Menalo e Kulenovic porta Muric al tiro che vale l'1-0 per i padroni di casa. La sberla a freddo non sortisce effetti sul Napoli, che fatica a muovere con rapidità il pallone e sbatte a ripetizione sul muro eretto dai croati davanti alla propria area. Le occasioni migliori capitano così ancora al Rijeka, reattivo nel ripartire non appena se ne presenta l'occasione. In questo contesto arriva quasi casuale il pareggio dei partenopei, con Demme che si fa trovare al posto giusto nel momento giusto per un tocco ravvicinato su cross di Mertens.

La rete arriva provvidenziale per il Napoli, che nell'intervallo riordina le idee e si presenta in campo con spirito evidentemente diverso. Il Rijeka fa subito paura, di nuovo, colpendo il palo con Menalo, ma si rivelerà un'iniziativa isolata. Il controllo del gioco è ora nelle mani degli uomini di Gattuso, più rapidi nel palleggio e più verticali nelle idee. La squadra di casa fatica a difendere con ordine, su ritmi più alti, e va in sofferenza. A ridosso dell'ora di gioco il Napoli confeziona occasioni in serie, colpisce una traversa con Mertens – su punizione – e trova la rete del vantaggio grazie ad un autogol di Braut, maldestro nel tentativo di chiusura su Politano. Gattuso passa al piano di gestione e manda in campo alcuni calibri pesanti, da Insigne a Fabian Ruiz passando per Zielinski, e il Napoli conduce la partita fino al termine senza brividi, sfiorando più volte il terzo gol.