I sei gol subiti a Manchester sono una sentenza definitiva sul futuro di Paulo Fonseca alla Roma. Il tecnico portoghese e il club capitolino si sarebbero salutati comunque a fine stagione ma il tremendo ko in Europa League e le conseguenti flebili speranze di una impresa all'Olimpico hanno spazzato via anche gli eventuali ultimi dubbi. Al suo posto dovrebbe essere fatta per il ritorno in panchina di Maurizio Sarri, il candidato numero uno per prendere le redini dei giallorossi. Bisognerà ancora attendere, non prima del 30 giugno, per avere la conferma ufficiale, ma tutto sembra oramai delineato.

Il finale di stagione della Roma, dunque, scivola via come un mesto funerale che durerà ancora sei partite in campionato e una in Europa League. Tutto oramai è compromesso: la possibile risalita in classifica di Serie A,  la finale continentale per salvare il salvabile da un punto di vista sportivo e di immagine, il rapporto con il gruppo e la dirigenza. Le frasi rilasciate nel post gara di Manchester sono una conferma finale: "Non è il caso di parlare adesso del mio futuro" e "sono io l'unico vero responsabile di quanto accaduto" appaiono come i titoli di coda di chi, anche provando a spiegare sa già che non servirà a nulla.

Maurizio Sarri è dietro l'angolo e con lui una rivoluzione in giallorosso che si sta già scrivendo. L'ex Juventus avrà ancora un paio di mesi per mettere a punto il proprio piano da presentare a Friedkin e Tiago Pinto, ma a fari spenti per non scuotere l'ultimo tratto di strada insieme alla Juventus alla quale è legato ancora fino al prossimo 30 giugno con l'arrivo di altri 2.5 milioni dai bianconeri. Poi, l'ufficialità del cambio tecnico e il nuovo corso.

Cosa cambierà nella Roma targata Sarri? Alcuni punti fermi di una rivoluzione, ovviamente all'insegna dei giovani, ci sono già: Nicolò Zaniolo, ad esempio, nel ‘sarrismo' del 4-3-3 avrà un ruolo decisivo, così come Stephan El Shaarawy (che con questo modulo ha sempre dato il meglio di sè) e capitan Lorenzo Pellegrini (nelle vesti di un Hamsik in giallorosso). Ci potrebbe essere anche nuovo spazio per il rientrante Under (già cercato ai tempi della Juventus) mentre in difesa i capi saldi saranno Mancini e Smalling, così come Karsdorp e Spinazzola (malgrado l'incognita della difesa a 4) ma non Borja Mayoral in avanti, per il quale servirebbero 9 milioni (troppi) per il riscatto.

Discorso a parte per i ‘veterani' in giallorosso: Veretout resterà, Dzeko è in forte dubbio con Sarri che potrebbe riproporre un ‘falso nueve' che a Napoli, nella figura di Mertens, gli diede enormi soddisfazioni. In questo caso, più che il bosniaco tornerebbe utile l'evoluzione di Mkhitaryan come terminale ultimo, capace di maggior dinamismo e movimento.