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Il discorso di Conte che ha acceso il fuoco dentro il Napoli: è andato dritto al cuore

Domani sera gli azzurri giocano il recupero di campionato col Parma. Il tecnico ha guardato tutti dritti negli occhi e pronunciato una frase ad alto impatto emozionale.
A cura di Maurizio De Santis
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Il pareggio del Napoli in rimonta a San Siro (2-2) è già alle spalle. Antonio Conte ne ha parlato quando ha incrociato gli sguardi dei calciatori che domenica sera hanno dato tutto onorando lo scudetto cucito sulla maglia. "Avete fatto vedere a tutti chi siete, vi siete comportati da squadra vera", le parole del tecnico che sta traendo il massimo da un gruppo costretto ad andare avanti in piena emergenza a causa di infortuni e assenze. Il discorso motivazionale non è citazione isolata, è il suo modo di entrare nella testa dei calciatori. E quanto visto domenica sera al Meazza è la riprova di come l'identità, la mentalità da "martello" dell'allenatore abbia permeato i giocatori.

Basta riascoltare le dichiarazioni di McTominay subito dopo la partita per averne contezza ("togliete a loro i migliori e poi vediamo"): tra le pieghe c'è una traccia che riconduce direttamente a Conte che ha plasmato un gruppo compatto, affamato e mai domo, che trae forza dalle difficoltà contingenti e converte le pressioni esterne in stimoli fortissimi. E poco importa se c'è il rischio di lasciarsi trascinare dall'adrenalina (proprio come accaduto all'allenatore, espulso) e pagare con una squalifica. Anche questo fa parte della strategia del "noi, soli contro tutti" a cui il Napoli si è aggrappato per sopperire ai tiri mancini della sorte e agli acciacchi.

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Un concetto che il tecnico ha ribadito alla squadra (ne dà notizia Il Mattino nel menzionare proprio cosa ha detto l'allenatore ai giocatori) che non ha nemmeno il tempo di rifiatare perché domani sera deve già tornare in campo: alle 18.30 si gioca il recupero di campionato con il Parma al Maradona, match da non fallire (come accaduto col Verona, al netto delle polemiche arbitrali) per non perdere la scia della vetta e, più ancora, consolidare la propria posizione in zona Champions ora che la Juve è risalita pericolosamente.

Tono e significato del tutto diversi rispetto a quella frase ferale ("non accompagno un morto") pronunciata nel momento peggiore della stagione, dopo la sconfitta di Bologna che sembrò mettere tutto in discussione. Il Napoli odierno è bel altra cosa, ha lanciato un messaggio chiarissimo al campionato: altro che fuga per il titolo, sarà battaglia aperta punto a punto e con qualche freccia in più all'arco. Neres rientrerà a breve, molto presto lo farà anche Anguissa mentre bisognerà attendere ancora per Lukaku e de Bruyne. Eppure gli azzurri sono lassù e ancora in corsa in Champions.

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