Il calvario di Danny Hodgson dopo la selvaggia aggressione: i genitori divulgano un video straziante
Avevamo lasciato lo sfortunato Danny Hodgson a casa con i suoi cari per le feste di Natale, dopo essere uscito dal coma ed aver cominciato il lungo e difficile processo riabilitativo per cercare di recuperare il più possibile di quanto toltogli nello scorso settembre dalla brutale aggressione che lo aveva lasciato esanime a terra. Il 26enne calciatore inglese – militante nell'ECU Joondalup, un club dei sobborghi di Perth che gioca nella National Premier Leagues Western Australia, una lega semi-professionistica locale – stava festeggiando la fine della stagione assieme ai suoi compagni quando è stato colpito con un pugno alla nuca da qualcuno che lo ha sorpreso alle spalle.
Le sue condizioni sono apparse subito gravi, con una frattura al cranio e un'emorragia cerebrale: sottoposto ad intervento chirurgico, era stato messo in coma farmacologico, dal quale era uscito qualche giorno dopo. Da quel momento per Danny è iniziato un cammino del quale il punto d'arrivo è ben lontano. Quel "regalo perfetto" che ha consentito alla sua famiglia di riabbracciarlo a casa per Natale è stato una tappa di un percorso la cui durezza è testimoniata dal video rilasciato dai suoi genitori che lo ritrae mentre è impegnato in una sessione di fisioterapia. Dalle ultime immagini appare chiaro come le condizioni attuali di Hodgson – per il quale si era mosso anche Cristiano Ronaldo, registrando un video in cui gli augurava pronta guarigione – siano una coltellata nel cuore di chi gli vuole bene e lo ricorda correre sul campo.
I genitori di Hodgson hanno auspicato che il ragazzo responsabile di aver ridotto il figlio in quelle condizioni – un 17enne all'epoca dei fatti – sia chiamato ad "affrontare le conseguenze più gravi per il dolore e la sofferenza che ha inflitto a un giovane innocente". La coppia ha detto che gli ultimi sei mesi sono stati durissimi e ha chiesto la punizione più severa possibile per l'uomo alla vigilia del processo a suo carico per l'attacco non provocato al calciatore. Il video, rilasciato insieme a una dichiarazione che descrive in dettaglio i progressi del figlio, mostra Danny imparare di nuovo a camminare con l'aiuto del personale riabilitativo.
Il calciatore inglese sta cercando faticosamente di recuperare la vita che aveva prima, ma purtroppo è ben lontano dal raggiungerla. È ancora intubato attraverso il naso e la trachea, inoltre indossa un elmetto che gli protegge la testa, che ora è particolarmente fragile dopo l'ultima operazione a cui si è sottoposto. La madre del giocatore ha raccontato che a gennaio suo figlio ha subìto l'operazione "più rischiosa", quando gli hanno ricollocato nella calotta un pezzo del cranio che era stato rimosso per scaricare la pressione sul cervello.
"Questo venerdì 18 marzo sarà condannata la persona che ha cambiato irrevocabilmente il futuro di Danny con un atto di violenza inimmaginabile – scrivono i genitori del 26enne –Sappiamo che il giudice in questo caso ha il potere di emettere una pena massima di dieci anni di reclusione per l'orrendo crimine contro Danny. Anche se dieci anni non si avvicinano affatto alla condanna all'ergastolo inflitta a Danny, crediamo che il suo autore debba affrontare le conseguenze più gravi per il dolore e la sofferenza che ha inflitto a un giovane innocente".
"Danny continua a stupirci ogni giorno e siamo sbalorditi dal suo coraggio e determinazione. Ma la sua guarigione è lenta, dolorosa ed emotivamente e fisicamente estenuante – continua la coppia nella loro dichiarazione – Per ogni piccolo progresso che porta a tutti noi lacrime di gioia, ci sono battute d'arresto che portano lacrime di dolore. Questo calciatore semi-professionista, una volta superbamente in forma e forte, ora osserva la vita da un reparto ospedaliero e vuole solo mettere un piede davanti all'altro con l'aiuto di infermieri e fisioterapisti. È straziante contemplare tutto quello che Danny ha perso e non abbiamo modo di sapere se camminerà mai di nuovo, per non parlare di correre su un campo da calcio e segnare un gol o addirittura avere un lavoro".
I genitori del ragazzo hanno continuato ringraziando tutti coloro che li hanno supportati dal giorno dell'attacco a Danny, descrivendo quello intrapreso da allora come un "viaggio da incubo". "Ma non è ancora finito – concludono – e abbiamo ancora una cosa da chiedere a tutti voi. Per favore, sollecitate il sistema giudiziario a dare a Danny Hodgson la giustizia che merita. Si tratta di tracciare una linea sulla sabbia per atti di violenza codardi. Abbiamo perso così tanto a causa di un individuo violento, ma c'è una cosa che non può portarci via: la nostra fede incrollabile nel nostro figlio coraggioso, forte e resiliente, Danny Hodgson".