Ciccio Graziani furioso annuncia: “Il VAR è morto dopo quattro settimane di agonia. Grazie Orsato”
Daniele Orsato, ex arbitro di altissimo livello, dallo scorso luglio è il nuovo designatore della Serie A. Con il suo avvento è cambiato lo stile dell'arbitraggio e in queste prime cinque giornate di campionato la differenza si è vista eccome. Un cambiamento in meglio, l'Italia si pone nel solco europeo, già tracciato da tempo. Ovviamente le polemiche non mancano, soprattutto da parte di chi vorrebbe che il VAR si usasse un po' di più. L'episodio che ha visto protagonista Rowe in Juventus-Atalanta ha generato polemiche e ha fatto arrabbiare Ciccio Graziani, che senza mezzi termini nel corso della Domenica Sportiva ha detto che in Italia il VAR è morto.
Il nuovo metro degli arbitri con Orsato
Dunque con il metro di Orsato le cose sono cambiate e in modo sensibile. Il VAR si usa pochissimo, di fatto è quasi come fosse spento. Gli arbitri lo sanno ed eseguono. Nell'ultimo turno di campionato ci sono stati due episodi che hanno fatto discutere e che in passato forse sarebbero stati esaminati in modo differente. Sabato c'è stato il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino, il penalty sembra evidente. L'arbitro non è andato al VAR.
La stessa cosa è accaduta a Torino durante la partita tra la Juventus e l'Atalanta quando c'è stata una trattenuta di Kalulu ai danni di Rowe. Il direttore di gara ha lasciato correre, il VAR non lo ha richiamato. Luca Marelli in diretta su DAZN ha spiegato l'accaduto dicendo che ora c'è una soglia molto alta per i contatti di qualunque genere. Ma al tempo stesso ha dichiarato che essendo la trattenuta evidente il VAR avrebbe dovuto richiamare l'arbitro.
Graziani attacca in diretta TV: "Il VAR è morto"
Questi i fatti conclamati del weekend calcistico di Serie A, che hanno fatto sbottare, per essere ecumenici, Ciccio Graziani che nel corso della Domenica Sportiva, su Rai 2, ha fatto un'arringa nella quale ha detto chiaro e tondo che, a suo modo di vedere, il VAR oggi è morto, in Serie A, esortando gli arbitri, in primis Orsato, a cambiare registro: "Il VAR dopo quattro settimane di agonia è morto. Non esiste più. Voglio dire una cosa al caro Orsato. Abbiamo impiegato 80 anni a mettere la tecnologia di supporto agli arbitri, arrivi tu e scombussoli tutto".
La filippica prosegue con toni sempre più alti, la sostanza non cambia: "In campo si vede gente che fa lotta greco-romana e non si fischia, non c'è un rigore, niente. Su rigori come quello su Rowe è impossibile che non intervenga il VAR. Non si può andare avanti così. Il VAR è morto. Grazie Orsato. Il VAR è morto".
L'uso del VAR e i pochissimi rigori in Serie A
Il nuovo metro di giudizio degli arbitri, con la gestione Orsato, è evidente. Si è passato a un metro più europeo, che porta a giocare molto di più e che vede un ricorso minore del VAR e che soprattutto non porta all'assegnamento facile dei calci di rigore. VAR spento nelle prime giornate nella quale non sono stati assegnati calci di rigore. Ironia della sorte il primo decretato è stato fallito. Si fischia meno e si danno meno rigori, dopo cinque giornate gli arbitri hanno dato in totale cinque rigori, in cinquanta partite. Pochissimi.