In tempi di Covid non si può mai dare nulla per scontato e così il Barcellona deve fare marcia indietro dopo aver proposto un piano per il riavvicinamento dei propri tifosi al Camp Nou e averlo comunicato pubblicamente: il Ministero della salute spagnola ha vietato la riapertura dello stadio anche in minima parte a causa di una pandemia che è risalita nelle ultime settimane a livelli di guardia. Così, i catalani continueranno a giocare le proprie partite senza il supporto dei propri fan, anche in numero contingentato e sotto rigidi controlli sanitari.

Per le prossime partite di Champions League, il Camp Nou resterà deserto: il segretario alla Salute della Generalitat, Josep Maria Argimon , ha escluso che lo stadio dei catalani possa ospitare il pubblico nelle prossime partite di Champions League. Uno stop perentorio e improvviso dopo che la stessa Uefa aveva lavorato per spingere ad una graduale riapertura degli impianti. Sulla scia di queste direttive, il Barça era pronto a dare l’opportunità a 1000 tifosi di assistere alla prima gara di Champions League contro il Ferencvaros.

Ovviamente le direttive dell'Uefa sono soggette alle autorità sanitarie locali e il Governo spagnolo ha risposto con un preciso no: nessuno potrà essere presente allo stadio fino a decisione contraria per l'aggravarsi della pandemia che nelle ultime settimane si è riproposta prepotentemente nel Paese.

Per i prossimi 15 giorni, infatti, sono state adottate misure ancor più restrittive per eventi e attività e non ci sarà modo di vedere affluenza allo stadio in Catalogna: "Non è l'immagine che vogliamo dare in questo momento di emergenza" ha sottolineato Argimon che ha sottinteso una chiusura a tempo indeterminato dell'impianto probabilmente oltre la fine di ottobre. Per il Barcellona, il mese di ottobre rappresentava un momento sportivo importante: il 20 ottobre è in programma il match interno di Champions, il 24 ottobre, il ‘Clasico' contro il Real Madrid in Liga.