Erling Braut Haaland è stato una delle più belle rivelazioni nell'ultima stagione, purtroppo interrotta dall'emergenza sanitaria in atto per il coronavirus. Prima al Salisburgo, poi al Borussia Dortmund, il gioiellino del calcio norvegese ha confermato di essere tra le realtà più importanti del calcio europeo e internazionale. Un exploit in anticipo sui tempi e che i gialloneri sono riusciti a ingaggiare anticipando una concorrenza più che agguerrita, intervenendo prepotentemente del calciomercato invernale.

Juventus e Real Madrid erano sul giocatore che però, alla fine ha scelto la realtà tedesca, coadiuvato dal fido procuratore Raiola che ne ha delineato il cammino. Vincente, viste le sue prestazioni in Bundesliga e in Champions League con i colori del Dortmund, ambiente in cui si è calato immediatamente nella parte di bomber e di leader. L'attaccante del Borussia era il sogno di mercato di tutte le big europee, che ora possono solamente aspettare, osservando da lontano.

Una carriera ‘perfetta'

Una carriera fino a questo momento perfetta. Lo ammette lo stesso Haaland in una intervista rilasciata a Eurosport per il canale norvegese della testata giornalistica. Un cammino in ascesa che è culminato al momento con la scelta di andare in Germania, in un club importante anche se di minore appeal rispetto alle alternative: "Fino ad oggi posso ritenermi soddisfatto e ancor più perché sono felice delle mie scelte. Ho intorno a me persone positive, ottimi compagni di viaggio. Siamo solamente all'inizio, ho ancora moltissimo da imparare e migliorare".

La scelta del Borussia, il basso profilo

La scelta del Dortmund come nuova soluzione post Salisburgo ha sorpreso tutti, ma conti alla mano è stata per il momento, quella vincente: 8 presenze e 9 reti, in Bundesliga, più altre te presenze e altrettanti gol nelle coppe nazionali e internazionali. A soli 20 anni, un ‘ulteriore dimostrazione del talento innato da bomber di razza: "Quando decido di scegliere un club invece di un altro valuto tutto: se è buono, chi ci lavora, come ti tratterebbero, come potrebbero farti crescere. Ci lavoro tanto,  e resto umile: mi ripeto sempre di non sopravvalutarmi, perché esistono tantissimi giocatori forti"