Questa sera al Signal Iduna Park andrà in scena un match nel match, quello fra Haaland padrone di casa e Mbappé, enfant prodige del Psg. Due astri nascenti del calcio mondiale, due wonder boy che si stanno guadagnando il proscenio del football internazionale e che si candidano ad essere i nuovi Messi e Cristiano Ronaldo nell’immaginario collettivo degli amanti del pallone. Un immaginario fatto di grandi rivalità e, soprattutto, di campioni senza tempo. Il primo, ha appena 19 anni, il secondo, 21 e una serie di successi da fare invidia anche ai più grandi.

Ma i record di precocità non appartengono solo al transalpino col norvegese, titolare di una stagione fantastica, capace di mettere a referto tanti, tantissimi primati e di conquistarsi, poi, la casacca del Borussia Dortmund di Favre. Qui, dunque, in attesa del big match del Westfalenstadion il parallelo fra il francese e il norvegese per una sfida sul filo della freschezza ma anche della straordinaria qualità.

M come Monaco, la rampa di lancio di Mbappé

L’epifania dei talenti in questione ha date e stagioni differenti di pari passo con la loro età. E partendo dal più grande, ma solo in senso anagrafico, possiamo identificare nell’annata 2016/17 quella della definitiva esplosione del talento di Bondy, al secolo Kylian Mbappé Lottin. Che nel Monaco dei miracoli di Jardim conquista le semifinali di Champions League – fino all’eliminazione per mano della Juventus di Allegri – e la vittoria della Ligue 1 dopo un costante dominio del Paris Saint Germain.

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Prima però, solo per citare alcuni suoi record, il 2 dicembre del 2015, Mbappé diventa il calciatore più giovane a 16 anni, 11 mesi e 12 giorni a debuttare con la casacca dei monegaschi mentre due mesi più tardi, nel febbraio del 2016, si laurea goleador più precoce del Monaco a 17 anni e 62 giorni battendo, sul tempo, la leggenda Thierry Henry. Poi, come detto, un’annata, quella 2016/17, da 26 gol e 14 assist in 44 match totali col record di più giovane marcatore in una semifinale di Champions League e più giovane stella a mettere a referto 10 reti nella coppa dalle grandi orecchie a 18 anni e 140 giorni a completare il quadro. Numeri straordinari che convincono il Psg a fare una follia per lui nell’estate del 2017 per un acquisto da ben 180 milioni di euro fra quota fissa e bonus aggiuntivi.

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Il resto, compreso il titolo di calciatore più giovane (meglio anche di Messi) a raggiungere i 15 centri in Champions League a 20 anni e 306 giorni, la ‘palma’ di secondo goleador più giovane in una finale di Coppa del Mondo, alle spalle del solo Pelé, di prodotto più fresco a mettere insieme 100 gol da professionista a 20 anni e 173 giorni (meglio di Messi, 22 anni e 97 giorni, e di Cristiano Ronaldo, che ha raggiunto la tripla cifra all'età di 22 anni e 356 giorni), 2 campionati di Ligue 1, 1 Coppa di Francia, 1 Coppa di Lega, 2 Supercoppe di Francia e un mondiale, col premio di miglior giovane della rassegna iridata, 84 gol in 115 partite è storia recente.

Molde e poi Salisburgo, Haaland al top in questi mesi

Haaland figlio d’arte nasce il 21 luglio del 2000 a Leeds in Inghilterra dove in quegli anni il papà, centrale di difesa dei Whites, si disimpegnava sui terreni di gioco della Premier League. La nascita calcistica è però norvegese. Nel 2015, tornato a casa dal 2003, gioca in B col Byrne, squadra in cui Erling milita sin da piccolo, con appena 0 reti in 16 presenze. Poi, arriva il Molde che decide di assicurarsi questo diamante grezzo strappandolo alla concorrenza di tante big del Paese che già lo avevano messo nel mirino.

Esordio a 16 anni, 10 mesi e 14 giorni con 4 reti in 20 gare nel primo anno da ‘grande’ nella Tippeligaen. La stagione seguente, annata 2017/18, arriva la doppia cifra con i 12 gol in 26 partite totali con la formazione di Ole Gunnar Solskjaer che gli consentono di andare via dalla Norvegia per trasferirsi in Austria, nel RB Salisburgo. In un contesto perfetto per crescere e fare bene. Senza la pressione dei top club che pure già lo vorrebbero fra le proprie fila. Ma il primo anno con i biancorossi passa quasi in sordina, 1 gol in 5 partite, diverse panchine e mancate convocazioni. Insomma, non c’è fretta.

Quest’anno però, dopo l’addio della punta centrale Dabbur, passata al Siviglia, e dopo che la scorsa estate Haaland è balzato agli onori della cronaca, e non solo quella sportiva, per i 9 gol in una sola gara rifilati all’Honduras nel mondiale Under 19 di Polonia, il Salisburgo di Jesse Marsch investe fortemente su di lui che subito ripaga la fiducia di tutti. Staff, società e ambiente. Il conto totale, prima della cessione al Borussia Dortmund, con tanto di commissioni da pagare ad agente e padre del giocatore, è importante: 28 gol in 22 gare.

Non tutte però siglate nella Bundes austriaca, anzi. Haaland fa subito benissimo in Champions diventando il secondo più giovane marcatore della storia della coppa dalle grandi orecchie a realizzare una tripletta, col Genk, all’esordio dopo Wayne Rooney. Ma la furia del norvegese non si placa. Gol anche a Liverpool e doppietta al Napoli ed altro record realizzativo.

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Con le due firme siglate agli azzurri di Ancelotti, nel ko interno per 2-3, Haaland diventa il primo calciatore della storia della Champions a segnare più reti nelle prime tre gare del girone: 6 battendo un mostro sacro come Drogba fermo a quota 5. Insomma, numeri importanti, da capogiro che convincono il Borussia Dortmund a forzare i tempi e a beffare le altre squadre, Juventus compresa, sul mercato.

A gennaio, i tedeschi lo portano al Westfalenstadion e lui all’esordio, lo scorso 18 di gennaio, in appena 23’ di gioco, realizza una incredibile tripletta ai danni dell’Augsburg, seguita poi da due doppiette di fila e dalla percezione di poter esser pericoloso sempre. Senza aver nemmeno compiuto 20 anni e con una media, stagionale, di 1.3 gol per partita e una rete ogni 49’ di gioco.

Ruoli diversi, stesso obiettivo: dominare il mondo

Haaland contro Mbappé è l’essenza del calcio contemporaneo e pure una bella anticipazione di quella futura. Due gioielli del football capaci di mostrare a tutti l'evoluzione della specie, la metamorfosi dell’attaccante. Non più solo uomo d’area di rigore ma anche un fine dicitore che lega i reparti, gioca con i compagni e finalizza. Anche con una struttura da 194 cm. I due, in un perfetto e straordinariamente complementare tandem, potrebbero perfettamente coesistere e fare sfracelli davanti. Chissà che il Psg non ci pensi per davvero. Intanto, stasera li vedremo uno contro l’altro in una delle sfide nella sfida più coinvolgenti ed appassionanti di questi Ottavi di finale che vale, per gli appassionati di numeri, 260 milioni di euro.

Haaland contro Mbappé. Le stats offensive in Champions League (whoscored.com)
in foto: Haaland contro Mbappé. Le stats offensive in Champions League (whoscored.com)

Due calciatori diversi, per caratteristiche e morfologia fisica, per posizione all’interno del rettangolo verde, ma del tutto simili per applicazione, voglia, cattiveria sotto porta ed ambizione. Loro, che sono già vicini alla vetta, vogliono scalare ancora posizioni e diventare i più forti del pianeta. E chissà difendere i rispettivi primati. Uno su tutti, conteso da entrambi, i gol in Champions League entro i confini dei 21 anni. Ad oggi il record è tutto di Mbappé con 19 gol segnati, Haaland a quota 8, e con ancora un anno e mezzo davanti, ne compirà 21 nel luglio del 2021, potrebbe presto sorpassarlo cominciando, magari, proprio da stasera.

Haaland contro Mbappé. Le stats offensive nei rispettivi campionati (whoscored.com)
in foto: Haaland contro Mbappé. Le stats offensive nei rispettivi campionati (whoscored.com)