Nessuno se lo sarebbe aspettato lo scorso mese di maggio, al termine del testa a testa più esaltante nella storia della Premier League: Manchester City 98 punti, Liverpool 97. E invece l'edizione 2019/2020 del campionato inglese è già virtualmente chiusa ad appena metà stagione. Il Liverpool ha fatto il vuoto alle sue spalle, vanta 13 punti di vantaggio sul Leicester e 14 sul City, con una gara ancora da recuperare. Un abisso che Guardiola ha già definito "irrealistico" da colmare, consegnando di fatto lo scettro della Premier a Klopp e ai suoi.

Cos'è successo al Manchester City di Guardiola?

La domanda a questo punto è inevitabile: cos'è successo al Manchester City di Pep Guardiola? Una squadra da 198 punti negli ultimi due campionati, vinti dominando partita dopo partita, che si riscopre improvvisamente vulnerabile. Contro i Wolves è arrivata la quinta sconfitta in 19 giornate, con altri tre gol sul groppone che portano a 23 le reti subite finora: per rendere l'idea della differenza di rendimento, lo scorso anno furono 23 in tutto il campionato. Per raddrizzare l'annata resta soltanto la Champions League, il grande cruccio degli ultimi anni per Guardiola e il vero obiettivo della dirigenza del City, ma il sorteggio ha riservato un accoppiamento, quello con il Real Madrid, tutt'altro che semplice da gestire.

Il ciclo del Manchester City e il futuro di Guardiola

Al di là di come andrà in Champions, la sensazione è che il gruppo attuale del Manchester City sia arrivato a fine ciclo dopo aver dato il massimo del proprio potenziale. E che dunque sia necessario cambiare, tanto. In Inghilterra si dà già per scontato un restyling piuttosto robusto dell'organico, ma prima ancora servirà capire la posizione di Pep Guardiola. L'allenatore spagnolo ha parlato anche di recente del futuro, del suo contratto in scadenza del 2021 (che intende rispettare) ma allo stesso tempo delle aspettative sempre crescenti e difficili da affrontare. Nella sua carriera di allenatore Guardiola non è mai andato oltre il quarto anno su una stessa panchina: quattro stagioni al Barcellona, tre al Bayern Monaco. Servirà un momento di confronto con i vertici del Manchester City per capire se e come Pep potrà essere l'uomo giusto anche per il nuovo ciclo.