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Gli scontri tra i tifosi di Roma e Napoli erano organizzati, le chat della vergogna: “Bella azione”

Gli scontri tra i tifosi di Roma e Napoli lungo l’Autostrada del Sole erano organizzati, come si evince dalle chat in possesso delle forze dell’ordine.
A cura di Marco Beltrami
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Il bilancio degli scontri tra i tifosi di Roma e Napoli (con i club che non dovrebbero rischiare sanzioni per le azioni dei sostenitori) andati in scena lungo l'Autostrada del Sole sarebbe potuto essere molto più grave. Fortunatamente la guerriglia scatenatasi tra Monte San Savino e Arezzo che ha visto il coinvolgimento di più di 300 ultrà nell'area di servizio Badia al Pino, ha fatto registrare un solo ferito lieve (arrestato poi per rissa aggravata), senza danni per le famiglie in transito nello stesso tratto autostradale e ritrovatesi a vivere un inferno. Le forze dell'ordine, la Polstrada e il Reparto Mobile di Firenze che hanno evitato il peggio, sono al lavoro per risalire all'identità dei protagonisti, mentre dalle ricostruzioni emergono nuovi particolari che evidenziano come questi scontri non siano stati affatto casuali.

Il fatto che i tifosi del Napoli diretti a Genova per il match contro la Samp e quelli della Roma che si stavano muovendo in direzione Milano si siano ritrovati nell'area di servizio dove l'11 novembre 2007 venne ucciso Gabriele Sandri, non è stato dunque una terribile coincidenza. In quella zona già presidiata dalle forze dell'ordine, gli ultrà azzurri hanno dato il via alla sassaiola sui mezzi su cui viaggiavano i sostenitori capitolini (ma anche intere famiglie). Questi ultimi poi dopo essersi fermati sono tornati a piedi nell'area di sosta, dove poi si sono concretizzati i violenti scontri. In una chat, come rivelato da Repubblica è partito il tam tam tra gli ultrà della formazione giallorossa: "I napoletani sono alla stazione di Sandri".

Ed ecco allora che si è concretizzato lo scontro con entrambi i gruppi organizzatisi in precedenza per lo stesso a giudicare da quanto riscontrato poi dalla polizia. Oggetti contundenti, petardi, sassi, bastoni, lacrimogeni e così via, e anche tutto il necessario per cercare di coprirsi il più possibile e rendersi irriconoscibili alle telecamere. Insomma il quadro che ne esce sembra essere chiaro, con le due fazioni che si sarebbero date un vero e proprio appuntamento, come confermato appunto dal materiale sequestrato.

Il motivo sembra essere legato al regolamento di conti per l'omicidio di Ciro Esposito, il sostenitore azzurro morto in ospedale dopo essere stato ferito gravemente dall'ultrà romanista Daniele De Santis in occasione della finale di Coppa Italia di Roma tra Fiorentina e Napoli del maggio 2014. E a proposito di chat, il Messaggero riporta anche degli audio che hanno fatto capolino nelle chat dei sostenitori romanisti su quanto accaduto quasi a riconoscere i "meriti" degli avversari: "I napoletani hanno fatto una bella azione, studiata nei minimi particolari ma noi c’eravamo ci siamo compattati e siamo andati contro la tifoseria avversaria". E poi ancora: "I romanisti erano su pulmini bianchi. Al loro passaggio i napoletani hanno cominciato la sassaiola. Un agguato vigliacco, in 200 contro un pullman di 50 romanisti. Scontro impari, la prossima volta venite in 300. Fate i fenomeni sui social ma poi non vi presentate". Una domenica nera insomma per il calcio italiano, rovinata da chi con lo sport non dovrebbe avere nulla a che fare.

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