Gasparin racconta gli insulti di Cassano a Garrone: “Io c’ero, che amarezza”

Sergio Gasparin è la prima persona a raccontare come testimone diretto quello che accadde nell'ottobre del 2010 tra Antonio Cassano e l'allora presidente della Sampdoria Riccardo Garrone. Uno scontro durissimo di cui già si sapeva, anche per ammissione dello stesso barese che ha ripetuto più volte che il comportamento tenuto nella circostanza è "il più grande rimpianto" nella sua vita, visto il bene quasi paterno che gli voleva Garrone.
Più che paterno, anzi, come spiega oggi il 74enne Gasparin, che all'epoca era Ad del club blucerchiato: "Ai figli di Garrone dissi: ‘Vostro padre tratta Cassano come un figlio'. Loro risposero: ‘Magari ci trattasse come lui. Papà è innamorato di Antonio'. Questa è la premessa. Riccardo Garrone, uno dei più importanti imprenditori del Paese, stravedeva per Cassano".

Il fantasista barese aveva 28 anni, la sua impulsività e mancanza di filtri era intatta. La scena si svolse al centro sportivo della Samp, il Mugnaini a Bogliasco:"Un giorno, io c'ero – ricorda Gasparin – il presidente entrò in spogliatoio e si rivolse a Cassano: ‘Per favore, Antonio, stasera puoi andare alla cena di un club di miei amici?'. E poi: ‘Ritiri un premio, un piatto d'argento, e vai via, una cosa di dieci minuti, non è necessario che ti fermi a cena'".
Una normale richiesta, che tuttavia scatenò la reazione inconsulta di Cassano: "Antonio rispose più o meno così, con un tono che vi lascio immaginare: ‘È la seconda volta che me lo chiede, faccia in modo che non ci sia la terza'. Garrone disse: ‘Mi dispiace, non mi sembra di averti chiesto chissà che cosa'. A quel punto, Cassano buttò all'aria varie sedie e urlò a Garrone insulti irriferibili. L'unica frase che posso riportare è questa: ‘Non sono il tuo schiavo e non voglio più vederti'. Cassano venne mandato via. Dentro di me sento ancora l'amarezza per quella scena", conclude Gasparin alla ‘Gazzetta dello Sport'.

I due si riappacificarono parzialmente prima della morte di Garrone, avvenuta nel 2013. Nel maggio del 2012, circa un anno e mezzo dopo la lite, Cassano tornò a sorpresa a Bogliasco per salutare gli ex compagni. Incontrò Edoardo Garrone, uno dei due figli del presidente, e tra loro ci fu una lunga chiacchierata e una stretta di mano che chiuse definitivamente il capitolo della rottura.
Il barese spiegò: "L'avrei fatto prima, ma ho aspettato che i tempi fossero maturi e tutti fossero d'accordo". Pochi giorni dopo, lo stesso Riccardo Garrone confermò pubblicamente la pace: "È ormai da un po' che ci siamo risentiti e parlati, gli ho perdonato tutto e fra di noi la situazione ora è normale". Quando Garrone morì nel gennaio del 2013, Cassano andò ai funerali, esprimendo un dolore profondo: "È uno dei giorni più brutti della mia vita".