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De Rossi: “Cassano diceva a Totti davanti a tutti: Checco, noi non possiamo giocare con queste pippe”

Daniele De Rossi racconta cosa pensava un giovane Antonio Cassano dei suoi compagni della Roma, escluso Francesco Totti: “Noi andavamo in spogliatoio magari dopo una sconfitta e questo sotto la doccia diceva davanti a dieci persone: ‘Checco, noi non possiamo giocare con queste pippe, noi non possiamo stare con questi qua’”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Daniele De Rossi ha condiviso con Antonio Cassano lo spogliatoio della Roma per cinque anni, dal 2001 al 2006, prima che le loro strade si dividessero dopo il trasferimento del barese al Real Madrid. In quegli anni il centrocampista capitolino ha potuto conoscere molto bene sia il talento del calciatore che la bizzarria dell'uomo. All'epoca erano entrambi molto giovani, visto che sono separati da un solo anno di età: classe 1982 Cassano, 1983 De Rossi. "Era un fulminato, completamente pazzo", racconta oggi Daniele, ospite di ‘Viva el Futbol' sul palco di Sanremo, con Fantantonio seduto al suo fianco.

Cassano alla Roma raccontato da De Rossi: "Rumoroso, fastidioso, per farlo stare zitto dovevamo trattarlo male"

"Ed era simpaticissimo. Però il primo anno, primo anno e mezzo… – continua l'attuale allenatore del Genoa – Io non lo so quanto urlava, tutti i giorni urlava, si sentiva la sua voce. Entravi dentro lo spogliatoio, io arrivavo presto la mattina, tutto bello, gli uccellini, le cose così… e dopo un po' lo sentivi, da quando entrava lui fino all'una era rumoroso, fastidioso, scherzi, poi se gli rispondevi si offendeva e allora abbiamo capito che dovevamo provare a trattarlo male perché stava zitto, non ci parlava più, ci diceva libro nero. Libro nero per lui voleva dire: ‘Tu sei sul libro nero non ti parlo più per x anni'. Sì, quindi lo tenevamo a bada così".

De Rossi e Cassano, poco più che ventenni, festeggiano un gol del barese in un Roma–Parma del 2003
De Rossi e Cassano, poco più che ventenni, festeggiano un gol del barese in un Roma–Parma del 2003

Quando parla del Cassano calciatore, De Rossi dice le stesse cose di chiunque ci abbia giocato assieme: "Era un giocatore fortissimo. Questo non glielo diciamo troppo, perché già ho visto che da solo ha detto che è più forte di Totti, più forte di Baggio, più forte di Del Piero, più forte di tutti… ma era un giocatore fortissimo e non c'è una persona che l'ha visto a 19 anni che non abbia pensato ‘questo diventa più forte di tutti'. Perché era talento allo stato puro, era talento cristallino, era qualità sempre, e comunque personalità, voleva sempre la palla, non si nascondeva mai, né a 19 anni, in mezzo a 10 giocatori, sullo 0-0, sul 3-0. E la cosa che viene sottovalutata tante volte, nonostante adesso lo vediamo così (ride, ndr), era l'aspetto fisico, perché lui era una bestia. Lui metteva quel baricentro, quel sedere lì, non lo spostavi, gli andava addosso Samuel, gli andava addosso Zebina, gli andavano addosso degli armadi a due ante e non lo facevano muovere, e più lo calciavano, più lui rideva e li prendeva in giro, più li dribblava e ti metteva davanti la porta. Era la promessa più brillante che io ho visto in vita mia".

"Poi comunque ha fatto una grande carriera – continua De Rossi – non è che dici che è sparito dalla circolazione, ma quando lui dice che era più forte di tutti e tanti dicono ‘sì, ma non l'hai dimostrato, quell'altro ha fatto più gol, quell'altro ha vinto più coppe', ma lui sa chi era. Cioè lui lo dice non perché è presuntuoso, perché lui si vedeva, cioè lui diceva ‘io sono il più forte di tutti' e noi lo pensavamo. Poi la sua scarsa professionalità e anche qualche pazzia che ha fatto ogni tanto, magari l'hanno un po' frenato. Giocare nel Real Madrid non è che ha fatto una carriera di Serie B, però poteva fare di più, cioè un giocatore del Real Madrid dire che poteva fare di più fa strano, ma lui poteva fare tutto".

Cassano a Totti davanti ai compagni dopo una sconfitta: "Checco, come facciamo a giocare con questi?"

L'autostima di Cassano così debordante si traduceva automaticamente nella disistima per tutti gli altri compagni della Roma che non erano sé stesso e Francesco Totti, al quale, unico, riconosceva pari dignità calcistica. De Rossi racconta cosa accadeva puntualmente durante la disgraziata stagione 2004/05 con Gigi Delneri in panchina, un'annata iniziata con Rudi Voeller e finita con Bruno Conti dopo le dimissioni del tecnico friulano.

"Noi andavamo negli spogliatoi, quell'anno andavamo male e andavamo sotto la doccia, magari dopo una partita in cui aveva fatto un gol lui, un gol Francesco ed era finita 2-2. Errore di un difensore, sbaglio mio, cose così, e lui sotto la doccia davanti a dieci persone diceva: ‘Checco, come facciamo a giocare con questi?'. Mettici il peso di Roma, il peso della stagione negativa, il peso di aver perso o pareggiato una partita, e quindi c'era gente nello spogliatoio anche con personalità che andava a farsi la doccia, arrabbiata per la sconfitta, nervosa per la situazione critica della società, e questo che sotto la doccia faceva: ‘Checco, noi non possiamo giocare con queste pippe, noi non possiamo stare con questi qua, io faccio gol, tu fai gol e questi ci fanno perdere le partite'. La cosa incredibile è che dopo pochi mesi l'avevamo sdoganata, era diventata normalità, cioè lo sentivamo che ci diceva ‘ste cose e andavamo avanti e dicevamo: ‘Vabbè'. E poi alla fine sai cosa è successo? Ci ha salvato lui col suo gol. Il calcio è ingiusto…", conclude De Rossi facendo ridere tutti.

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