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Flamini: “Pensai a diventare imprenditore ai tempi del Milan”. Oggi ha un impero da oltre 10 miliardi

L’ex stella del calcio Mathieu Flamini è da tempo un imprenditore di successo nel campo dell’economia green, a capo della sua azienda GFBiochemicals, a tal punto che la rivista Forbes ha stimato il suo patrimonio in oltre 10 miliardi di euro: “Sin da piccolo son cresciuto nella natura e ora è diventata la mia missione”. Ma la scintilla scattò in un momento particolare: “Ero al Milan giovanissimo, con tanti compagni che avevano già le loro aziende”
A cura di Alessio Pediglieri
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Mathieu Flamini si è ritirato dal calcio giocato nel 2019 e da quel momento in poi si è allontanato sempre più da quel mondo. Oggi a distanza quasi di un decennio è tra i più famosi e ricchi imprenditori grazie alla sua azienda, la GFBiochemicals di cui è CEO e grazie alla quale ha sviluppato un business impressionante all'interno della filiera dell'economia "green". A tal punto che la rivista Forbes gli attesta un patrimonio complessivo da oltre 10 miliardi di euro: "Una mia missione" ha ricordato recentemente l'ex campione francese, il cui nome è stato recentemente accostato anche all'Arsenal, di cui potrebbe acquisire diverse quote.

Flamini e il business nell'imprenditoria chimica e climatica: "L'idea è nata al Milan"

"Il calcio era un sogno d'infanzia, ma l'ambiente ha sempre avuto un ruolo importante nella mia vita". Così è tornato a raccontarsi in prima persona Mathieu Flamini, ieri straordinario campione sui campi da calcio e oggi altrettanto vincente imprenditore. "Ho sviluppato una sensibilità ecologica fin da giovanissimo e anche durante la mia carriera calcistica: mi chiedevo come poter offrire soluzioni al riscaldamento globale e all'impatto dell'attività umana sull'ambiente, ma anche sulla salute generale delle persone." In un'intervista rilasciata all'Harvard Business Review, l'ex centrocampista tra le altre di Arsenal, Milan e Marsiglia, ha spiegato come sia riuscito a crearsi un vero e proprio impero, cullando nel tempo le sue passioni: prima il pallone, poi l'ecosostenibilità.

Flamini ha co-fondato la GFBiochemicals nel 2013, con una idea primordiale che gli è nata ancor quando giocava a calcio e in particolare, grazie alla sua esperienza in Italia con la maglia del Milan: "Quando sono entrato nel mondo dei rossoneri avevo 24 anni ed ero uno dei giocatori più giovani. Molti miei compagni di squadra avevano già altre attività, il che mi ha portato a rifletterci sopra quasi subito e a considerare l'imprenditorialità molto presto. Poi, ci sono stati diversi incontri" ha poi spiegato, "e sono nate delle opportunità che mi hanno indirizzato verso il settore chimico e climatico".

Flamini vicino all'Arsenal: potrebbe acquistare azioni del suo ex club

Flamini nel corso degli anni è diventato quindi un punto di riferimento del settore, con la rivista Forbes che gli ha anche fatto i conti in tasca: dal 2013 ad oggi, ha costruito un vero e proprio impero da oltre 10 miliardi di euro, in quello che lui stesso ama definire "una mia missione, e la transizione da calciatore internazionale a imprenditore nel campo della chimica verde è stata naturale, come la sfida di costruire in un settore in cui sono arrivato come estraneo". 

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