Dal 2016 a oggi Fabio Paratici ha collezionato circa 50 mila euro in multe, diffide e inibizioni per aver insultato gli arbitri, siano essi quelli in campo oppure al Var. A leggere le motivazioni del Giudice Sportivo che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni vien da chiedersi: anche questo rientra nello stile della Juventus? anche questo fa parte del rispetto delle regole, dei protocolli (come ribadito dal presidente, Andrea Agnelli) e della buona educazione? Le attenuanti generiche non mancano: difficile mantenere la calma quando la trance agonistica e l'adrenalina fanno il paio con le "cose di campo". A cominciare dalla direzione di gara e dalle scelte discutibili degli arbitri.

Un vecchio adagio, spesso enunciato nell'ambiente bianconero, sostiene che "lamentarsi degli arbitri è l'alibi dei perdenti". Ora, a giudicare da quanto ha vinto la Juventus in questi anni, sorge un altro dubbio: cosa ha mai da contestare nei confronti degli ufficiali di gara in maniera così insistente, al punto da assumere atteggiamenti sopra le righe e sanzionati dal Giudice Sportivo? La spiegazione è nelle motivazioni indicate nei verbali che lo hanno visto, di volta in volta, nel novero dei tesserati puniti per le espressioni ingiuriose proferite al rientro nello spogliatoio oppure in campo, tra un tempo e l'altro o a fine incontro.

A dicembre del 2016, per esempio, venne ammonito con diffida per "comportamento irrispettoso" nei confronti dell'arbitro Irrati, in occasione di Juventus-Atalanta. Non fu l'unico, accanto al suo nome nella camicia di gara figurò anche quello di Nedved che invece fu castigato con un breve periodo di inibizione. Nel 2017, ironia della sorte sempre a margine di un incontro disputato con l'Atalanta, si lasciò trascinare dall'emotività e ne pagò le conseguenze: ammenda di 20 mila euro, inibizione per un paio di settimane "per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, proferito espressioni gravemente ingiuriose e insultanti nei confronti del Var".

Avrà imparato la lezione? No. Basta dare un'occhiata a quanto accaduto a dicembre del 2019, dopo la sconfitta in Supercoppa italiana contro la Lazio. Cinquemila euro di ammenda (stessa sanzione comminata anche a Nedved) "per avere, al termine della gara, nei pressi dello spogliatoio arbitrale, assunto un atteggiamento irrispettoso nei confronti dei collaboratori della Procura federale". Più recenti, invece, i provvedimenti subiti dopo Crotone e Verona. L'uno di seguito all'altro: una volta 10 mila euro perché "non autorizzato, al 43° del secondo tempo, stazionava in prossimità della panchina rivolgendo frasi irrispettose nei confronti degli Ufficiali di gara"; un'altra 15 mila di multa con tanto di diffida a causa della recidiva per "atteggiamento minaccioso" nei confronti dell'arbitro.