Eziolino Capuano esplode contro Valerio Antonini: “Il mio nome non è mai stato composto in una nefandezza”

Eziolino Capuano non può e non vuole accettare le parole pronunciate da Valerio Antonini, suo ex presidente al Trapani, con cui si era lasciato malissimo nel gennaio 2025, dopo essere stato cacciato con l'accusa di aver rivolto "gravi offese alla squadra". Un esonero "per giusta causa" secondo il club siciliano, circostanza che tuttavia è stata poi ribaltata lo scorso ottobre dalla decisione del collegio arbitrale, che ha negato le pretese del Trapani e dato ragione a Capuano, che dunque ha incassato le mensilità dovutegli. Gli stracci tirati dai due all'epoca hanno ripreso a volare negli scorsi giorni, alimentati dalle nuove dichiarazioni di Antonini, cui ha risposto per le rime il 61enne tecnico salernitano, ricordando all'imprenditore la sua specchiata carriera, pulita da qualsiasi "nefandezza".
Nelle sue recenti esternazioni, Antonini si era scagliato contro Angelo Fabiani, attuale Ds della Lazio, tirando in ballo anche Eziolino: "Fabiani ha fatto un disastro. Quando un anno e mezzo fa gli ho telefonato per chiedergli suggerimenti su un allenatore da prendere mi ha fatto il nome di Eziolino Capuano. Uno che ti suggerisce Capuano tutto può fare meno che il direttore sportivo".
Parole che hanno fatto esplodere il tecnico campano, attualmente libero dopo l'ultimo esonero dal Giugliano lo scorso gennaio (era reduce da un solo punto fatto in 10 partite). "Io non avrei mai voluto rispondere – è la premessa di Eziolino a ‘Calciobox' – sono una persona che ha sempre risposto con i fatti ed alleno da 40 anni circa, il mio nome non è mai stato composto in una nefandezza, non ho mai avuto una raccomandazione anche perché ho un carattere forte, però quando leggo delle dichiarazioni del signor Antonini gli vorrei ricordare che nella mia carriera non ho mai avuto bisogno di nessuno, e se alleno da tutto questo tempo in maniera continua allora vuol dire che nessuno ha mai capito un cazzo di calcio".

Capuano passa poi al fatto specifico della presunta ‘segnalazione' del suo nome fatta da Fabiani ad Antonini: "Quando lui parla di Fabiani che mi ha proposto o dei disastri fatti, io lo posso perdonare perché sta nel mondo del calcio da solo due anni e mezzo. A me per andare a Trapani mi chiamò il suo Direttore, Giuseppe Pavone, una persona che per me rappresenta il calcio vero, perché se mi avesse chiamato solo lui non ci sarei mai andato, già all'epoca avevo il sentore di qualcosa, tornai a Trapani perché è una grande piazza e perché c'ero stato 25 anni fa ed ero tornato con grande entusiasmo. Dire che Fabiani ha fatto dei disastri è utopistico, perché Fabiani è uno dei dirigenti più importanti e vincenti d'Italia, e dire che Fabiani mi abbia proposto, fosse vero dovrei mandarlo a fanculo e lo bloccherei, addirittura dire che Fabiani ha fatto disastri, io vorrei ricordare a questo signore che lui ha fatto sparire il calcio e il basket da Trapani, ma non lo dico io".
"Poi lui parla di giustizia – continua Capuano come un fiume in piena – io dico che al collegio arbitrale si può accedere liberamente alle sentenze, sono un signore e non mi soffermo sui fatti, ma pure l'arbitro proposto dal Trapani ha votato a favore mio, difficilmente succede una cosa del genere, e per quanto concerne l'aspetto giuridico io non mi permetto di parlare perché ci sono delle situazioni processuali in corso. Un signore che prende 40 punti di penalizzazione e ancora parla, ha battuto ogni record mondiale, ha preso un punto di penalizzazione per quasi ogni anno che ho allenato io".

Capuano era stato chiamato da Antonini al Trapani nel dicembre del 2024 al posto di Salvatore Aronica: per lui era stato un ritorno dopo la precedente esperienza in panchina nella stagione 1999/2000. L'entusiasmo iniziale del tecnico, che aveva definito la piazza e l'organizzazione "da Liverpool" e non da Serie C, era durato poco. Le tensioni in spogliatoio erano esplose dopo la sconfitta con la Juventus Next Gen: Capuano aveva insultato pesantemente giocatori e staff con epiteti che, a sentire il presidente, non aveva "mai sentito" nella sua vita.
A fine gennaio 2025 ecco dunque arrivare il comunicato ufficiale del Trapani col benservito all'allenatore, dopo un bilancio di 6 punti in 6 partite: "La società FC Trapani 1905 comunica di aver sollevato dall'incarico per giusta causa mister Ezio Capuano. Ciò a seguito delle irriguardose condotte e delle gravi offese rivolte all'intero gruppo squadra, che ha chiesto all'unanimità l’esonero del tecnico granata".
In interviste successive, Antonini aveva aggiunto che parecchi giocatori gli avevano chiesto di scegliere tra loro e il tecnico, che Capuano aveva "distrutto lo spogliatoio", che avrebbe chiesto danni anche in sede civile, e che i nuovi arrivati erano già impauriti, accusando il tecnico di un danno d'immagine "senza precedenti". E tuttavia il 22 ottobre 2025 Capuano ha vinto davanti al collegio arbitrale, che ha rigettato le pretese del Trapani (esonero per giusta causa e relative rivendicazioni). La controversia resta aperta sul piano processuale, come ha detto chiaramente lo stesso allenatore.
Sotto la gestione di Valerio Antonini, il Trapani Calcio era stato riportato dai dilettanti alla Serie C con ulteriori ambizioni di promozione, ma è finito travolto da pesanti penalizzazioni – per irregolarità fiscali, contributive e amministrative – che sono costate la retrocessione. Ad ora, la squadra è iscritta e sta preparando la stagione di Serie D 2026/27 (Girone I, con altre siciliane e la Reggina), mentre proseguono i ricorsi al TAR per cercare di essere riammessi alla C.