Erling Haaland ha infranto la “regola del capitano” che Maresca ha imposto nel Manchester City
Il Manchester City ha preso una lezione di calcio dal PSG che lo ha surclassato in Champions League vincendo per 4-2 all'Etihad. Nemmeno i due gol di Erling Haaland sono bastati per contrastare la furia dei parigini che dopo mezz'ora erano già in vantaggio per 3-0. Anzi, dopo aver segnato il norvegese ha infranto una delle regole più insolite imposte da Enzo Maresca a tutte le squadre che si è ritrovato ad allenare nel corso della sua carriera.
Come è normale che sia, l'attaccante ha festeggiato dopo il gol che poteva riaprire la partita, lasciandosi andare a un momento di gioia con i suoi compagni. In quel momento indossava i gradi da capitano, ereditata da Ruben Dias, ed è stato proprio quel dettaglio a condannarlo agli occhi dell'allenatore che al suo capitano chiede di non esultare mai quando la sua squadra segna ma di andare immediatamente vicino alla panchina.
Perché Haaland non avrebbe dovuto esultare
È una delle prime regole imposte da Maresca dal suo arrivo in estate, ben specificata nelle conferenze stampa di agosto, ma che per qualche motivo Haaland ha dimenticato. Dias gli ha lasciato la fascia da capitano all'inizio del secondo tempo e gli ha portato fortuna perché poco dopo ha segnato il 3-1 mettendosi in una posizione molto scomoda: esultando con la squadra il norvegese ha infranto la disposizione del suo allenatore che vuole parlare immediatamente con il capitano dopo i gol della sua squadra: "Al Leicester e al Chelsea avevo una regola: quando segnavamo, il capitano doveva andare in panchina per ricevere istruzioni. Ma se segna, allora può festeggiare".
È l'unica eccezione che concede, ma con Haaland diventa estremamente complicato perché segna praticamente sempre. Per questo, in modo ironico, ha detto che il norvegese non poteva essere il capitano del suo City: "Se Erling è il capitano abbiamo un problema, riuscite a immaginare?". In effetti un capitano che segna così tanto va contro il diktat di Maresca che preferirebbe parlare immediatamente con lui per dargli indicazioni e riorganizzare la squadra. Dopo il secondo gol il norvegese non ha approfittato della concessione ma è corso immediatamente a posare il pallone a centrocampo per far ripartire l'azione, alla ricerca di una rimonta disperata contro il PSG.