Quattro ko su quattro in Europa: l’Italia non era mai caduta così in basso, nemmeno il 21 ottobre 1987

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Inter, Napoli, Roma e Como: quattro ko su quattro in Champions, mai successo nelle notti nere che abbiamo ricostruito. Il precedente più vicino è il 21 ottobre 1987, quando persero 4 italiane su 5 nello stesso turno, anche se in Coppe differenti.

Partiamo dal disastro della doppia serata di Champions League e anticipiamo subito un dato statistico storico e ineluttabile: nelle notti nere del nostro calcio che abbiamo ricostruito, dal 1975 a oggi, non esiste un precedente di un'Italia del calcio capace di perdere tutte le partite in programma nello medesimo turno: 4 su 4. Tra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre Inter, Napoli, Como e Roma sono uscite sconfitte dalla seconda giornata e nemmeno i possibili e sperabili successi di Juventus, Milan e Atalanta cambiano il conto, solo perché riguardano altre competizioni europee: resta la notte più buia del nostro movimento a livello internazionale.

Il crollo del calcio italiano in un solo turno di una Champions ricca di gol

A San Siro l’Inter ha perso 4-3 con il Club Brugge e il Napoli 3-1 a Villarreal restando ancora a zero punti. Poi è toccato al Como, nella prima trasferta europea della sua storia in cui ha perso 3-2 a Rotterdam col Feyenoord, nonostante i gol di Diao e  Douvikas. Infine la Roma: avanti 3-1 all’Olimpico, con la doppietta di Malen, ha subito tre gol nel finale perdendo 4-3 col Real Madrid, deciso dall'ex Rudiger al 90′. Al totale fanno quattordici gol subiti, con ben tre squadre su quattro, Napoli, Como e Roma, che erano passate addirittura in vantaggio.

C'è forse un'attenuante, o almeno un contesto da sottolineare: in questi due primi turni siamo di fronte ad una Champions League straricca di gol. In contemporanea al crollo italiano, l'Aston Villa ha battuto 6-0 il Fenerbahçe, il PSG ha vinto 4-2 a Manchester. Nelle altre tredici partite del turno la media è stata di poco più di quattro gol a gara, mentre nelle quattro delle italiane è salita a 5,75. E se ci aggiungiamo i risultati anche del primo turno, siamo di fronte ad un record: 178 gol in due giornate di Champions. Ma ovviamente tutto ciò non basta il clima del torneo a spiegare tutto.

I precedenti storici delle notti buie del calcio italiano in Europa: il 1975

Un primo precedente richiama il 1975 in cui la serata peggiore fu quella del 21-22 ottobre, nei secondi turni: la Juventus perse 2-0 a Mönchengladbach, la Roma 1-0 in Svezia con l’Östers, il Milan pareggiò 0-0 a Athlone. La Fiorentina, invece, vinse 1-0 in casa con lo Zwickau. A completare il quadro ci fu il caso più singolare  che riguardò la Lazio: la squadra si rifiutò di giocare in casa con il Barcellona per il rischio di manifestazioni politiche contro la Spagna, e la UEFA assegnò lo 0-3 a tavolino. Tre sconfitte su cinque, una delle quali per scelta.

Il 1987, la notte che meglio assomiglia ad oggi: quando Aaltonen punì l'Inter del Trap

Per misurare una serata a suo modo forse ancor più nera, bisogna riavvolgere il nastro fino a una data precisa: mercoledì 21 ottobre 1987, la notte che maggiormente somiglia a quella disastrosa appena conclusa. Era il turno degli ottavi, con il Milan di Sacchi che giocava in casa ma a Lecce e perse 0-2 con l’Espanyol. Anche la Juventus cadde ad Atene per un tiro da fuori area di Saravakos mentre il Verona di Bagnoli salvò la faccia, non andando però oltre l’1-1 a Utrecht. L'Atalanta, in  Coppa delle Coppe, perse 1-0 con l'OFI Creta in campo neutro a Salonicco.

In quel disastro svettò il KO dell'Inter di Trapattoni contro il TPS di Turku, una sconosciuta piccola squadra finlandese: Mika Aaltonen batté Zenga a San Siro  e regalò ai finlandesi un successo che nessuno aveva previsto. Era lo stesso giocatore 21enne che l'Inter, folgorata dal suo gol, finì per acquistarlo per poi girarlo in prestito in Svizzera. Quella sera, fu una notte nera, ma ancora una volta di andata, con la vecchia formula della Coppa dei Campioni. L’Inter poi rimediò vincendo 2-0 in Finlandia, il Verona ribaltò Utrecht e arrivò fino ai quarti. Il Milan non recuperò così come la Juventus che uscì ai gol in trasferta dopo un 3-3 con il Panathinaikos.

Nessuna di quelle sconfitte fu definitiva ed è la più grande differenza rispetto ad oggi. Perché i punti della prima fase campionato non si possono più giocare e la matematica inizia a farsi davvero pesante.

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