In Inghilterra vogliono estirpare il Manchester City: campagna d’odio contro gli “imbroglioni”

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L’ufficializzazione della condanna del Manchester City per la violazione sistematica delle regole di sostenibilità e per le comunicazioni fasulle rese al riguardo, compiuta in un periodo di 9 anni, si accompagna a una campagna d’odio senza precedenti in Inghilterra: tutti chiedono punizioni durissime per il club dello Sceicco Mansour, che si trova a dover battagliare per la sue stessa esistenza sportiva, oltre che per l’immagine della Famiglia Reale di Abu Dhabi.

Tira davvero una brutta aria in Inghilterra intorno al Manchester City: avete presente quando in una famiglia tutti si coalizzano contro qualcuno individuato come la ‘pecora nera', qualcuno cui far scontare comportamenti disonorevoli, qualcuno cui servire una vendetta fredda, freddissima? È esattamente quello che sta succedendo Oltremanica dopo l'ufficializzazione della condanna (contro la quale il City già annunciato ricorso, insistendo sulla propria innocenza) del club la cui proprietà risale, tramite l'Abu Dhabi United Group, direttamente allo Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, membro della Famiglia Reale e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti.

Manchester City condannato dalla Premier League per aver ‘barato' (e vinto) per 9 anni

La Premier League, dopo una lunga indagine di una commissione indipendente, ha stabilito che 114 delle 115 accuse di aver violato le regole di sostenibilità e aver mentito sui contratti – falsificando dunque sistematicamente il quadro dei propri bilanci per poter immettere capitali su capitali, aggirando i ‘legacci' imposti sia in Inghilterra che dall'UEFA in Europa e dunque ‘drogando' potentemente la propria competitività in tutti i tornei cui ha partecipato – sono fondate.

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Pep Guardiola col trofeo della Premier League vinta dal Manchester City nel 2018: è uno dei sette trofei messi in bacheca nel periodo considerato

Nello specifico, le violazioni contestate – con riferimento al periodo tra il 2009 e il 2018 (vinte tre Premier e quattro coppe nazionali tra FA Cup e League Cup, ma non la Champions, in quel lasso di tempo) – includevano la mancata fornitura di informazioni finanziarie accurate e la presentazione di cifre gonfiate per accordi di sponsorizzazione i cui denari reali arrivavano invece da Abu Dhabi, l'occultamento di pagamenti integrativi sugli stipendi di dirigenti e giocatori e la violazione delle norme finanziarie stabilite dalla Premier League e dalla UEFA, l'organo di governo del calcio europeo, volte a garantire la stabilità finanziaria dei club impedendo loro di spendere oltre le proprie possibilità. Oltre a tutto questo, il City ha dovuto affrontare numerose altre accuse per non aver collaborato alle indagini tra il 2018 e il 2023 (in queste ultime rientra l'unica che non è stata accolta).

La sintesi la fa Richard Masters, amministratore delegato della Premier, spiegando che il verdetto della commissione "descrive in dettaglio come il club abbia sistematicamente violato le regole della Premier League per quasi un decennio". Non si parla chiaramente di noccioline, ma di una cifra complessiva di alterazione del rapporto ricavi/spese enorme: secondo quanto emerso dalla lega, lo scopo degli "schemi" del City era quello di "gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi di oltre 900 milioni di sterline (più di un miliardo di euro al cambio, ndr) durante il periodo in questione, al fine di apparire in regola con le norme finanziarie".

In risposta, oltre a schierare i migliori avvocati possibili per contrastare la sentenza, il DG del City Ferran Soriano ha parlato di una "teoria del complotto della Premier League", insistendo sull'accanimento del resto della lega, evidentemente invidiosa dei tanti successi ottenuti in questi anni dal club allenato da Pep Guardiola. Il club dello Sceicco Mansour ha diffuso un comunicato in cui si dice "deluso e sorpreso" dal verdetto della commissione, afferma che è "innocente dalle accuse mosse dalla Premier League" e che sarà "implacabile" nel perseguire tutte le vie di ricorso.

Mancano ancora le sanzioni, il City rischia anche la retrocessione: pressioni fortissime per cancellare i trofei vinti

Il capitolo sanzioni adesso resta quello più atteso e spinoso, visto che non c'è una consequenzialità edittale predefinita, ma si dovrà andare di bilancino o mannaia, considerando l'ampio ventaglio possibile per un caso senza precedenti, uno dei più grandi scandali nella storia del calcio inglese. Il City, la squadra di maggior successo in Inghilterra negli ultimi 15 anni e attuale capolista della Premier, rischia negli scenari peggiori possibili sanzioni che potrebbero includere un'enorme penalizzazione in termini di punti (retroattiva o meno, il che dunque potrebbe significare tanto revoca dei titoli vinti in passato quanto retrocessione sicura a questo giro) o addirittura l'espulsione dal campionato. Una vicenda che travalica l'elemento sportivo, visto che in ballo c'è un altro stato sovrano: in caso di punizione umiliante, il danno d'immagine per la Famiglia Reale di Abu Dhabi e per tutti gli Emirati Arabi sarebbe devastante.

Quanto le pressioni per una stangata esemplare, che annienti o addirittura estirpi gli ‘imbroglioni' del City, sia fortissima in Inghilterra lo dimostrano le tante dichiarazioni di avversari che chiedono non solo di retrocedere la società mancuniana ma anche di toglierle i trofei vinti (difficile peraltro che possano avvenire entrambe le cose, anche nello scenario peggiore). Martedì sera Roy Keane, leggenda del Manchester United, non ha usato mezze misure a margine del commento in TV della vittoria dell'Inghilterra in casa della Repubblica Ceca in Nations League.

Roy Keane: "Se fossi un giocatore del City, butterei quelle medaglie"

Keane ha dichiarato che, se fosse un giocatore del Manchester City, getterebbe via tutte le sue medaglie dopo che il club è stato riconosciuto colpevole di aver violato le regole finanziarie della Premier per nove stagioni. "Sapevano che avrebbe fatto soffrire molte persone, ma lo hanno fatto lo stesso – ha detto Keane – Se fossi un giocatore, butterei via quelle medaglie al cento per cento. Ovviamente lo farei, è barare. Hanno vinto sul campo perché c'erano degli imbrogli".

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Roy Keane è stato durissimo sul Manchester City

È solo l'ultima delle numerose dichiarazioni degli ultimi giorni cariche di odio e risentimento verso il City. "È un imbroglio su scala industriale – ha detto l'ex bomber dell'Arsenal Ian Wright – È surreale vederlo scritto così. Serve una punizione senza precedenti. Hanno imbrogliato per arrivarci, e altri giocatori hanno perso opportunità incredibili. Cosa avrebbero potuto vivere Klopp e il Liverpool? Quello che hanno fatto non è giusto".

Nel 2011 la squadra di Guardiola vinse la Coppa d'Inghilterra battendo in finale lo Stoke City, l'allenatore di allora di questi ultimi chiede ora quel trofeo: "Quando ci ridanno la FA Cup? Mi sento imbrogliato – ha dichiarato Tony Pulis – Non mi aspetto che il City ci telefoni per restituire trofeo e medaglie, e non credo che i titoli verranno riassegnati. Ma quel giorno non ce lo ridarà nessuno. Loro hanno festeggiato dopo aver infranto le regole". L'ex portiere dello United David de Gea a sua volta chiede ora "quanti titoli di Premier League ha vinto".

L'elenco di chi chiede sanzioni draconiane è lunghissimo, c'è anche Mauricio Pochettino, ex tecnico di Tottenham e Chelsea: "Abbiamo vissuto un periodo di inganno. Nessuna punizione riparerà il danno. Dov'erano i controlli? Con noi erano rigidissimi, con altri no. La giustizia sportiva in quel periodo non esisteva. Quello che è stato festeggiato forse non era reale".

L'ex capitano dello United Rio Ferdinand ha usato il sarcasmo per rivendicare titoli a suo dire usurpati dai rivali cittadini: "Yooooooo Premier League… felice di ricevere la settima medaglia per posta!", ha scritto su Instagram a corredo di una foto che lo ritrae con una medaglia in più della Premier. Ha aggiunto che Ryan Giggs dovrebbe arrivare a 14 titoli.

In questo scatenarsi dei tanti nemici che covavano rancore da anni per le spese senza controllo del City e le loro vittorie, il club dello Sceicco Mansour si aggrappa all'unico scenario che lo salverebbe in caso di ricorso respinto, ovvero quello di sanzioni puramente economiche. Un'ipotesi – quella della semplice multa, per quanto pesantissima, che chiuda definitivamente la vicenda – che non sembra davvero verosimile.

In tutto questo, Enzo Maresca, cui è toccata la pesante eredità di Guardiola in panchina, sta facendo di tutto per isolare la squadra dalla tempesta scatenatasi sopra le loro teste e finora ci sta riuscendo: il City è primo in classifica con 15 punti, a punteggio pieno dopo le prime 5 giornate, con 3 punti di vantaggio sull'Arsenal.

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