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Endrick racconta: “Quando ero al Real Madrid ero molto spaventato, ho pianto diverse volte”

L’impatto di Endrick con l’Europa è stato piuttosto difficile e le prime stagioni al Real Madrid lo hanno messo alla prova: “Non sapevo come gestire il mio infortunio, non potevo competere”
A cura di Ada Cotugno
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Durante il prestito al Lione Endrick ha ritrovato sé stesso, mostrando per la prima volta all'Europa tutto quel talento che gli aveva permesso di incantare il Brasile da giovanissimo. È stato acquistato dal Real Madrid ancora minorenne ma in Spagna ha fatto molta fatica, nonostante godesse della stima di Carlo Ancelotti. Con Fonseca ha un rapporto speciale che gli ha permesso di esprimersi ai massimi livelli e di sognare un posto tra i convocati del Brasile per i prossimi Mondiali.

Intervistato dal Guardian ha parlato della sua vita, che tra poco gli regalerà la gioia di diventare padre, ma anche di come è cambiata la sua carriera quando è approdato nel calcio europeo. Al Palmeiras era la stella assoluta mentre al Real è andato incontro ad alcune difficoltà che lo hanno abbattuto vista la sua giovane età.

Endrick ha attraversato dei momenti molto duri al Real Madrid
Endrick ha attraversato dei momenti molto duri al Real Madrid

Endrick racconta i momenti difficili della sua carriera

Arrivare in Europa appena diciottenne è un grande salto, soprattutto per chi come lui si porta dietro tutta la pressione di essere uno dei migliori talenti di tutto il Brasile. Poi gli infortuni hanno complicato il suo inserimento nel Real Madrid che negli ultimi anni ha dimostrato di avere debolezze che non si vedevano da un po'. Un mix di fattori che gli hanno creato molti problemi, adesso superati e che racconta apertamente: "Ho avuto un infortunio complicato e ho perso molto tempo. Questo mi ha tenuto lontano da molte partite, allenamenti e dal lavoro. Non potevo competere. Quando ci si infortuna, si perde tutto. Si perde l'opportunità di lottare per un posto. Sono cose che non dipendono da me".

Endrick si è ritrovato spaesato, solo, in una città nuova. Spesso ha pianto privatamente ma poi ha saputo ritrovare la sua rotta: "Ero molto spaventato. Ho pianto diverse volte, è una cosa che si fa in privato. Non sapevo come gestire il mio infortunio, cosa aspettarmi. Non sai se avrai una ricaduta, se manterrai la tua forza, se tornerai più debole. Ti colpisce molto, ti spaventa. Ma sapevo di dover andare avanti". Non ha mollato e alla fine al Lione ha trovato la squadra ideale dove poter giocare senza pressioni, scoprendo in Fonseca un alleato prezioso per aiutarlo a tornare ai massimi livelli.

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