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Mondiali di calcio 2026

Edin Dzeko confessa: “Ero terrorizzato da Donnarumma”

Edin Dzeko svela le sue paure durante Bosnia-Italia, Gigio Donnarumma era uno spauracchio.
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Edin Dzeko ora lo può dire, adesso che la sua Bosnia è ai Mondiali e l'Italia no, nonché alla vigilia del match d'esordio dei balcanici contro il Canada che riapre la ferita della nostra mancata qualificazione, la terza di fila: l'immortale bomber e capitano della Bosnia ed Erzegovina aveva una paura tremenda che la sequenza dei rigori che ha deciso la sfida di Zenica, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e supplementari nella finale del playoff mondiale, premiasse gli azzurri in virtù della presenza tra i pali di un fuoriclasse come Gigio Donnarumma, al punto da essere "terrorizzato" dal nostro "enorme" portiere.

Edin Dzeko racconta le sue emozioni durante i rigori di Bosnia-Italia

Dzeko, che stasera guiderà l'attacco della squadra di Jesse Marsch contro il Canada, ripercorre tutte le emozioni pazzesche di quei momenti nel suo intervento a ‘The Players' Tribune': "Quando abbiamo giocato contro l'Italia a Zenica, ero terrorizzato da Donnarumma. È enorme, sapete? Onestamente non so se sarei riuscito a segnare contro di lui ai rigori, ma poi mi sono fatto male alla spalla destra nell'ultimo minuto dei supplementari e sono dovuto uscire. In realtà non ho visto il nostro primo rigore, perché il nostro fisioterapista mi stava ancora fasciando il braccio al petto".

Edin Dzeko festeggia col braccio fasciato dopo Bosnia–Italia
Edin Dzeko festeggia col braccio fasciato dopo Bosnia–Italia

E infatti, pur essendo lui il capitano della squadra, è stato Nikola Katic ad andare a metà campo per partecipare con Donnarumma al sorteggio per stabilire chi avrebbe iniziato a tirare i calci di rigore. Dzeko poi si è goduto la sequenza che ha attentato alle sue coronarie, fin dal primo penalty messo a segno da Benjamin Tahirovic: "Ero seduto in panchina e tutti gli allenatori mi ostruivano la visuale. Quando la palla è entrata, ho sentito il boato della folla e ho pensato… Sai cosa? Forse è fortuna. Non guarderò. Non posso guardare. Voglio solo ascoltare la folla. Voglio ascoltare la mia gente".

Continuando a non guardare, Dzeko si è gustato successivamente gli errori di Pio Esposito e Bryan Cristante: "Poi l'Italia ha sbagliato – continua il suo racconto – Il suono era fortissimo. Quando ne hanno sbagliato un altro, il rumore era assordante. Io pregavo e pregavo e basta. Tutto quello che riuscivo a vedere erano le spalle dei nostri allenatori. Poi, quando Esmir (Bajraktarevic, ndr) si è presentato per calciare il rigore decisivo, il nostro allenatore si è girato e ha detto: ‘Non riesco a guardare neanche io'. Si avvicinò a me e mi strinse in un forte abbraccio. Avvicinammo le teste, chiudemmo gli occhi e ascoltammo… e poi abbiamo sentito il suono più strano di sempre".

Dzeko a quel punto ha vissuto una delle emozioni più belle della sua vita: "Abbiamo sentito Esmir colpire il pallone. La folla ha fatto ‘Ahhhhhhh…'. Gigi ci ha messo un dito. La folla ha fatto ‘Ohhhhhh…'. Lo stadio è piombato nel silenzio per un istante. È stato il millisecondo più lungo della mia vita. E poi… un'esplosione. Urla, fumogeni, fumo e fuochi d'artificio. Gente che saltava. Tutta la nostra panchina è corsa in campo. Ho abbracciato il mio allenatore ancora più forte, ho guardato il cielo e poi ho lanciato l'urlo più forte della mia vita.

‘AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!'

Così per 20 secondi. Il nostro piccolo Paese si stava preparando per partecipare di nuovo ai Mondiali".

E noi invece ci stavamo preparando all'ennesimo rimbalzarsi di responsabilità per il vergognoso fallimento del calcio italiano.

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