Edin Dzeko confessa: “Ero terrorizzato da Donnarumma”

Edin Dzeko ora lo può dire, adesso che la sua Bosnia è ai Mondiali e l'Italia no, nonché alla vigilia del match d'esordio dei balcanici contro il Canada che riapre la ferita della nostra mancata qualificazione, la terza di fila: l'immortale bomber e capitano della Bosnia ed Erzegovina aveva una paura tremenda che la sequenza dei rigori che ha deciso la sfida di Zenica, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e supplementari nella finale del playoff mondiale, premiasse gli azzurri in virtù della presenza tra i pali di un fuoriclasse come Gigio Donnarumma, al punto da essere "terrorizzato" dal nostro "enorme" portiere.
Edin Dzeko racconta le sue emozioni durante i rigori di Bosnia-Italia
Dzeko, che stasera guiderà l'attacco della squadra di Jesse Marsch contro il Canada, ripercorre tutte le emozioni pazzesche di quei momenti nel suo intervento a ‘The Players' Tribune': "Quando abbiamo giocato contro l'Italia a Zenica, ero terrorizzato da Donnarumma. È enorme, sapete? Onestamente non so se sarei riuscito a segnare contro di lui ai rigori, ma poi mi sono fatto male alla spalla destra nell'ultimo minuto dei supplementari e sono dovuto uscire. In realtà non ho visto il nostro primo rigore, perché il nostro fisioterapista mi stava ancora fasciando il braccio al petto".

E infatti, pur essendo lui il capitano della squadra, è stato Nikola Katic ad andare a metà campo per partecipare con Donnarumma al sorteggio per stabilire chi avrebbe iniziato a tirare i calci di rigore. Dzeko poi si è goduto la sequenza che ha attentato alle sue coronarie, fin dal primo penalty messo a segno da Benjamin Tahirovic: "Ero seduto in panchina e tutti gli allenatori mi ostruivano la visuale. Quando la palla è entrata, ho sentito il boato della folla e ho pensato… Sai cosa? Forse è fortuna. Non guarderò. Non posso guardare. Voglio solo ascoltare la folla. Voglio ascoltare la mia gente".
Continuando a non guardare, Dzeko si è gustato successivamente gli errori di Pio Esposito e Bryan Cristante: "Poi l'Italia ha sbagliato – continua il suo racconto – Il suono era fortissimo. Quando ne hanno sbagliato un altro, il rumore era assordante. Io pregavo e pregavo e basta. Tutto quello che riuscivo a vedere erano le spalle dei nostri allenatori. Poi, quando Esmir (Bajraktarevic, ndr) si è presentato per calciare il rigore decisivo, il nostro allenatore si è girato e ha detto: ‘Non riesco a guardare neanche io'. Si avvicinò a me e mi strinse in un forte abbraccio. Avvicinammo le teste, chiudemmo gli occhi e ascoltammo… e poi abbiamo sentito il suono più strano di sempre".
Dzeko a quel punto ha vissuto una delle emozioni più belle della sua vita: "Abbiamo sentito Esmir colpire il pallone. La folla ha fatto ‘Ahhhhhhh…'. Gigi ci ha messo un dito. La folla ha fatto ‘Ohhhhhh…'. Lo stadio è piombato nel silenzio per un istante. È stato il millisecondo più lungo della mia vita. E poi… un'esplosione. Urla, fumogeni, fumo e fuochi d'artificio. Gente che saltava. Tutta la nostra panchina è corsa in campo. Ho abbracciato il mio allenatore ancora più forte, ho guardato il cielo e poi ho lanciato l'urlo più forte della mia vita.
‘AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!'
Così per 20 secondi. Il nostro piccolo Paese si stava preparando per partecipare di nuovo ai Mondiali".
E noi invece ci stavamo preparando all'ennesimo rimbalzarsi di responsabilità per il vergognoso fallimento del calcio italiano.