Alessandro Del Piero farà parte della squadra di Sky Sport che commenterà i campionati Europei che cominciano domani a Roma col match inaugurale tra Italia e Turchia. L'ex Capitano della Juventus, campione del mondo con la maglia azzurra a Berlino 2006, fa le carte alla competizione, stilando la sua griglia di valori della vigilia.

"In prima fila secondo me c'è una sola squadra, la Francia – spiega Alex al ‘Corriere della Sera' – Se si guarda la formazione titolare, pare una selezione ‘all-star'. Dietro metto due incompiute, finora, di talento, alla ricerca del primo successo: Belgio e Inghilterra. L'Italia? Dipende da come si comporrà il tabellone, perché in un torneo come questo conta parecchio. Comunque credo che puntare alla final four a Londra sia un obiettivo possibile. È un vero gruppo, tirano tutti dalla stessa parte, sanno che nessuno è una stella che può togliere gli altri dai guai e portarli alla vittoria: per arrivarci devono farlo insieme. Le grandi Nazionali delle quali ho fatto parte avevano questa caratteristica".

Del Piero sta seguendo a Coverciano il corso per diventare allenatore: si tratta di un primo step per ottenere la qualifica Uefa A e poter guidare tutte le squadre giovanili, le rose femminili e le prime squadre maschili fino alla Serie C, nonché affiancare altri tecnici come allenatori in seconda sia in Serie A che in Serie B maschile. L'ex numero 10 della Juve spiega il motivo della decisione: "Lo faccio prima di tutto per aggiornarmi: per il lavoro che faccio ora, avere più conoscenze possibili è fondamentale. Poi, per quello che potrei fare in futuro: non mi chiudo nessuna porta. A chi mi ispirerei tra i tecnici che ho avuto? La capacità di gestire il gruppo di Lippi, la visione sui ragazzi di Trapattoni, la praticità di Capello, l’umanità di Ancelotti. Oggi Klopp resta un punto di riferimento, anche se non arriva da un momento straordinario. In Italia, dico Gasperini".

Del Piero da anni vive con moglie e figli negli Stati Uniti, in una villa principesca a Los Angeles. Una scelta con una ragione ben precisa: "L'ho fatto perché era una volontà della mia famiglia e mia, volevo crescere i miei figli non come ‘figli di Del Piero', e qui è possibile. E per fare un’esperienza che servirà a tutti noi. Un ritorno alla Juve come dirigente? Non mi è mai stato prospettato. Sono soddisfatto di quello che faccio oggi, e di quello che sto costruendo. Non vorrei avere un ruolo per ciò che ho fatto nel passato: quello rimarrà per sempre e nessuno potrà mai cancellarlo, così come il mio rapporto con la Juve. Vorrei essere considerato per quello che sono, e per quello che posso e potrò dare".