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De Laurentiis tuona contro Fifa e Uefa: “I giocatori vanno in nazionale e si rompono. E io pago”

Il presidente del Napoli, scottato anche dall’infortunio di Anguissa, ha alzato la voce contro l’organizzazione attuale del sistema che non tutela i club: “Così non si può andare avanti. E ci deve essere un indennizzo vero. A Fifa e Uefa non importa dei campionati”.
A cura di Maurizio De Santis
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Aurelio De Laurentiis ne ha per tutti: Fifa, Uefa e Figc. La notizia (funesta) dell'infortunio di Anguissa lo ha fatto trasecolare: "Io pago i calciatori poi li presto alle nazionali e tornano rotti. È successo con Rrahmani e adesso anche con Frank che si sono sfasciati. Così non si può andare avanti". Il suo Napoli ha perso un altro calciatore pilastro e sarà costretto ad affrontare match clou di campionato e di Champions League senza una delle pedine più importanti e determinanti. Starà fuori per un po', lui come è già successo a Kevin De Bruyne e a Romelu Lukaku (che rispetto al connazionale rientrerà a breve).

Il presidente del Napoli: "Il sistema va cambiato"

Le parole del presidente del Napoli non sono un semplice sfogo ma un atto d'accusa e di auspicio affinché, finalmente, le cose possano cambiare e il sistema attuale – che rende le stagioni ingolfate di impegni al netto delle gare delle nazionali – essere modificato radicalmente, trovando formule che non rovinino lo spettacolo e, soprattutto, non depauperino i club.

"Così non si può andare avanti – dice durante l'intervento telefonico all'edizione di Motore Italia – America’s Cup, al Centro Congressi della Federico II (a Napoli) – . I campionati devono arrivare alla fine senza interruzioni. Bisogna diminuire il numero delle squadre e delle partite. E tutte le partite delle nazionali devono essere concentrate in determinato periodo". E non si può prescindere dalle condizioni del singolo atleta che le società monitorano costantemente. "I giocatori sono nostri dipendenti, siamo noi che li paghiamo. E siamo noi che dovremmo decidere se possono essere sottoposti a ulteriori sforzi".

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La questione degli indennizzi e una "nuova" finestra di mercato

La disamina del massimo dirigente tocca anche l'aspetto economico, quello relativo alle percentuali di risarcimento che i meccanismi Fifa e Uefa prevedono in caso di infortuni. Per un calciatore che torna nel proprio club d'appartenenza "ci deve essere un indennizzo vero e dovremmo anche disporre di una finestra di mercato straordinaria per rimediare. Ma sembra che alla Fifa, alla Uefa e alle federazioni non interessi dei campionati nazionali che invece sono quelli vissuti e sofferti dai tifosi".

"A Fifa e Uefa non importa dei campionati, vogliono solo guadagnare di più"

De Laurentiis fa una riflessione ulteriore, puntando l'indice contro i vertici del calcio. E tira dentro tutti: "Abbiamo la Figc, la Uefa, la Fifa che vogliono dominare tutto decidendo su panchine, calendari, partite, incassi. Fanno troppe competizioni per guadagnare di più e noi club incassiamo molto meno di quanto si pensi".

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