Il malore accusato da Patryk Dziczek durante i minuti finali della partita di Serie B tra Ascoli e Salernitana ha fatto temere il peggio per il giocatore dei campani, caduto improvvisamente sul terreno di gioco a palla lontana e in preda a quello che poi verrà definito un attacco epilettico. Secondi sconcertanti in cui il giocatore è stato immediatamente soccorso da compagni e avversari, dallo staff medico delle due squadre e dal pronto intervento a bordo campo, con l'entrata sul terreno dell'ambulanza che poi ha trasportato Dziczek al vicino ospedale in cui è ancora sotto stretta osservazione.

Tra i primi a soccorrere Dziczek c'è stato anche Francesco Di Tacchio, compagno e capitano della Salernitana che in quel momento si trovava vicino e ha notato subito cosa stava accadendo: "Ho avuto una mano dal cielo, che mi ha guidato. Ho capito cosa stava accadendo, ho trovato non so dove la forza di mettergli subito le dita in bocca e tirarli la lingua". Queste le dichiarazioni nel post partita del capitano granata che ha rivissuto quei momenti drammatici: "Ho visto Patryk rincorrere un avversario, poi incapace di cambiare direzione è franato a terra – racconta Di Tacchio al CorSport –  Ha provato a rialzarsi non riuscendoci. Ho visto in quell'istante un uomo che combatteva per reagire e mi è scattato dentro qualcosa che mi ha permesso di intervenire subito".

Per Di Tacchio non è un'esperienza completamente inedita perché lo stesso Patryk Dziczek, a settembre era stato vittima di un altro attacco epilettico: "Anche allora, si accasciò a terra ma pensammo che si fosse fatto male, sabato ho capito subito. Una scena che non dimenticherò mai, una lezione di vita. Bravi tutti, la vita è una linea sottile e tutti hanno partecipato a salvare Patryk, il medico dell'Ascoli, il nostro fisioterapista, tutti i sanitari accorsi subito sul campo".

Adesso Dziczek è ancora ricoverato in ospedale per ulteriori accertamenti. Si temeva ad un arresto cardiaco, la diagnosi dice colpo epilettico. Poco cambia: bisognerà capire il motivo e risolvere il problema, il calcio può e deve attendere.