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Udinese battuta, Conte lascia il Napoli al 2° posto con Scudetto, Supercoppa e i milioni della Champions

L’addio dell’allenatore tra l’ovazione dei tifosi. L’assist chirurgico di De Bruyne e il gol di Hojlund piegano i friulani nell’ultima al Maradona (1-0). Nota stonata: gli infortuni di Alisson Santos e Lobotka.
Scatto di fine campionato e di addio ad Antonio Conte, il Napoli sotto la curva per il saluto.
Scatto di fine campionato e di addio ad Antonio Conte, il Napoli sotto la curva per il saluto.

Il Napoli batte l'Udinese al Maradona (1-0, gol di Hojlund su assist chirurgico di De Bruyne) e ha la certezza di chiudere il campionato al secondo posto con 76 punti. Piazzamento che, per dirla alla Antonio Conte, sarà pure quello occupato dal "primo dei perdenti" ma non è poi così da buttar via… sia perché garantisce un premio in denaro tutto sommato decoroso (15.7 milioni di euro), sia perché rimarca la personale "tradizione" del tecnico salentino che, quando non vince il campionato, è lì col fiato sul collo di chi ha conquistato lo scudetto. E tanto per non farsi mancare niente, gli ultimi 90 minuti della Serie A sono stati contrassegnati da due infortuni: Alisson Santos e Lobotka fuori nel giro di mezz'ora per problemi muscolari, la nota dolente di una stagione vissuta tra i marosi per colpa della sequenza di acciacchi (alcuni anche gravi) e di assenze ma condotta in porto nel migliore dei modi.

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A conti fatti, l'allenatore va via con uno scudetto, una Supercoppa, due qualificazioni in Champions League che valgono oro colato per gli introiti che garantisce partecipare alla massima competizione continentale per club. Lascia con l'ovazione dei tifosi, le lacrime agli occhi per l'emozione e l'affetto ricevuto, con la squadra che lo spinge sotto la curva e poi scatta la foto assieme a lui come all'ultimo giorno di scuola.

Lascia il club con un anno di anticipo rispetto al contratto ma in linea con la sua media biennale (eccezion fatta per la Juve, dove restò un anno in più) al timone di una squadra, rimarcando la sua peculiarità: arriva, riparte (anche) da zero, plasma i calciatori (chi non lo segue è fuori da cerchio magico) con mentalità e allenamenti per fortificare spirito e animo alla battaglia, alza (pure per se stesso) la soglia dello stress, irrompe come un elettroshock e porta risultati. Poi dice addio.

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A Napoli lo fa senza strappi ma con la consapevolezza di aver dato tutto come sempre. C'è, però, una nota di amarezza: "È stato un campionato in cui sono state fatte cose importanti, o forse troppo sottovalutate – ha ammesso a prima della sfida coi friulani a DAZN -. Napoli è un ambiente molto forte e passionale, dove tutto viene esaltato al massimo e a volte diventa più difficile che in altre piazze. Gestire l'ambiente qui non è semplice".

Chi arriverà al suo posto? Radiomercato dice che Vincenzo Italiano ("vecchio" pallino di De Laurentiis) è il nome più caldo rispetto a Massimiliano Allegri che non sembra doversi muovere dal Milan. Sarà una bella sfida raccogliere il testimone dalle mani di un tecnico che ha vinto tutto quel che si poteva in Italia spezzando lo strapotere delle milanesi e della Juve.

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