L'Italia di Mancini vista al ‘Mapei Stadium' di Reggio Emilia, ha messo in mostra due gioielli che in quello stadio, con la maglia del Sassuolo, stanno dando del loro meglio. Stiamo parlando di Manuel Locatelli e Domenico Berardi, capaci di rilanciarsi dopo l'arrivo di Roberto De Zerbi sulla panchina dei neroverdi. Una crescita tecnica, tattica e di personalità per due giocatori che negli anni scorsi hanno fatto fatica ad imporsi, nonostante la giovane età. Le qualità del centrocampista ex Milan erano però già abbastanza note dopo il suo esordio in rossonero.

La girandola di progetti, allenatori e società in rossonero però, ha influito sulla sua crescita e sul rendimento del giocatore. Oggi con il Sassuolo, Locatelli e Berardi sono diventati due perni del nuovo corso Italia con quest'ultimo che è anche riuscito ad andare in gol contro la Polonia dopo venti minuti dal suo ingresso in campo al posto di Bernardeschi. De Zerbi gli ha cambiato radicalmente la carriera e ora gli ha permesso di diventare il futuro della Nazionale di Mancini, pronto a portare entrambi agli Europei.

Locatelli e Berardi rigenerati da De Zerbi: sono il futuro dell'Italia

Domenico Berardi è entrato in campo al 64′ contro la Polonia riuscendo a segnare all0 84′. Per l'esterno offensivo del Sassuolo si tratta del secondo gol in 3 partite con l'Italia senza dimenticare le 3 realizzazioni nelle ultime 6 gare in neroverde. Manuel Locatelli ha invece giocato da titolare per l'ennesima volta dopo l'esordio arrivato solo lo scorso 7 settembre contro l'Olanda. Merito di questa grande crescita da parte dei due giocatori, va dato sicuramente a Roberto De Zerbi, capace di trasformare entrambi tatticamente.

Berardi è un veterano del Sassuolo e nelle varie stagioni in neroverde ha giocato in diverso modo nei vari sistemi di gioco offensivo. Attacco a due o tridente offensivo, il suo rendimento è stato però quasi sempre altalenante. Con De Zerbi, nel 4-2-3-1, ha trovato la sua dimensione. Ha il compito di recuperare palla e ripartire, di iniziare l'azione dall'esterno e dialogare con la punta in modo da trovare il gol con pochissimi tocchi. La ‘cura De Zerbi' è certificata anche dai numeri dell'attaccante calabrese che con l'ex tecnico del Benevento in panchina, dal 2018, ha messo a segno 25 gol e 15 assist in due stagioni e mezza. Lo scorso campionato, con 14 realizzazioni, ha messo a segno il suo terzo miglior score al Sassuolo dopo i 16 gol nel 2013/2014 e i 15 nel 2014/2015.

Discorso diverso per Locatelli che ha invece beneficiato del cambio modulo nel tempo. Abituato a giocare davanti alla difesa nel Milan in un 4-3-3 classico, con De Zerbi al Sassuolo, è letteralmente esploso prima come mezzala sinistra, sempre in un sistema di gioco 4-3-3, poi esaltandosi in maniera perfetta nel 4-2-3-1 in cui al fianco di un altro mediano riesce a dare il meglio di sé tra recupero palla, inizio azione e inserimenti in area di rigore quando possibile, senza sbilanciare di molto l'assetto di squadra. In questo modo De Zerbi gli ha consentito di poter essere padrone delle sue qualità, senza dover badare molto alla posizione, ma dandogli responsabilità da leader di reparto consegnandogli le chiavi del Sassuolo.