Gli ultimi metri del tortuoso cammino che ha portato alla ripresa del calcio italiano sono una sintesi perfetta del teatro al quale abbiamo assistito negli ultimi tre mesi. A tratti assurdo, a tratti surreale. La situazione è questa: tra circa 48 ore Juventus e Milan dovrebbero scendere in campo per la prima delle due semifinali di ritorno di Coppa Italia. Dovrebbero, perché allo stato attuale giocare una partita di calcio è contro le regole.

Il dpcm firmato dal Presidente del Consiglio lo scorso 17 maggio prevede che siano "sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati" fino al 14 giugno. A due giorni dalla prima partita ufficiale non si è ancora materializzata la deroga necessaria per consentire lo svolgimento degli incontri di calcio anche prima del 14. Un passaggio – per quanto ufficiosamente avallato – che prevede dei tempi tecnici (per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ad esempio) e richiede un provvedimento analogo da parte della Figc, che si era adeguata alle disposizioni governative deliberando a sua volta la sospensione di tutte le attività fino al 14 giugno.

Un vuoto normativo che stride con la comunicazione da sabato del villaggio che si è sviluppata attorno al ritorno del calcio. Quasi una settimana fa, era stato il ministro dello sport Vincenzo Spadafora a darne il lieto annuncio: "Le due semifinali sono state anticipate per consentire poi un calendario fitto. Si giocherà il 12 e il 13 giugno, poi il 17 la finale". Parole alle quali si pensava potesse far seguito, in tempi relativamente brevi, l'agognata deroga al dpcm. Invece a due giorni dalla partita lo stato dell'arte è quello descritto dal ministro della salute Roberto Speranza: "Siamo già orientati ad autorizzare le semifinali e la finale di Coppa Italia che si disputeranno rispettivamente il 12, il 13 ed il 17 giugno prossimi". Proprio così: orientati ad autorizzare un evento in programma tra sole 48 ore.

La vicenda diventa ancor più grottesca allargando il punto di vista. Poche ore fa la Rai ha annunciato ufficialmente date e orari e canale tv di Juventus-Milan e Napoli-Inter. Partite – repetita iuvant – che ad oggi il governo non ha ancora autorizzato. La Lega Serie A ha tenuto un profilo più prudente, evitando accuratamente ogni riferimento al calendario, ma sempre in queste ore ha comunicato la modifica al regolamento per le gare in questione. Perché si giocherà, d'altronde l'hanno detto tutti. Anche se non è ancora consentito.