Congo in isolamento prima dei Mondiali per l’epidemia di Ebola: “Rischiano di non partecipare”

La nazionale del Congo dovrà restare in isolamento per 21 giorni per poter entrare negli Stati Uniti e giocare i Mondiali a causa dell'epidemia di Ebola. È l'ultimo caso scoppiato a meno di un mese dall'inizio della Coppa del Mondo: alcuni membri della federazione congolese dovranno rispettare una quarantena di tre settimane prima di poter arrivare a Huston per evitare il rischio di contagi.
Secondo quanto riportato da ESPN è stato Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per la Coppa del mondo, a chiarire cosa succederà alla nazionale congolese nelle prossime settimane. Ha allertato la FIFA, la squadra del Congo e anche il Kinshasa, informato del fatto che il gruppo resterà nella sua bolla in Belgio, dove sta svolgendo la preparazione in questi giorni. Se dovessero violare la quarantena il rischio è quello di non poter giocare i Mondiali.

Il Congo resterà in isolamento per 21 giorni prima dei Mondiali
L'epidemia di Ebola scoppiata in Congo ha fatto scattare l'allarme anche per la Coppa del Mondo, dato che la nazionale si è qualificata e giocherà le partite negli Stati Uniti. Non gli verrà permesso di entrare nel Paese se non rispetterà l'isolamento di 21 giorni, come chiarito da Giuliani: "Abbiamo detto molto chiaramente al Congo che devono mantenere l'integrità della loro bolla per 21 giorni prima di poter arrivare a Houston l'11 giugno". Non c'è un rischio di estromissione, anche se Zampolli, l'alto inviato di Irump, ha parlato di un'ipotesi di ripescaggio dell'Italia.
La FIFA mantiene la calma, anche perché tutti i giocatori e il commissario tecnico Desabre risiedono fuori dal Congo e non sarebbero a rischio contagio, come invece potrebbe essere per alcuni membri dello staff che saranno in una bolla separata da quella della squadra. Dovranno restare tre settimane in isolamento in Belgio, dove si sono trasferiti per il ritiro, prima di poter entrare negli Stati Uniti: "Abbiamo chiarito al governo congolese che devono mantenere la bolla, altrimenti rischiano di non poter viaggiare negli USA. Non potremmo essere più chiari di così. Se dovessero arrivare e qualcuno di loro dovesse manifestare sintomi, metterebbero a rischio la possibilità per l’intera squadra di partecipare a questa Coppa del Mondo". Per gestire la situazione gli Stati Uniti potrebbero mandare del personale medico in Belgio per controllare tutta la squadra.