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Come è andato il confronto tra Marotta e gli arbitri nei momenti concitati dopo Inter-Atalanta

Il silenzio furibondo dell’Inter dopo il match contro l’Atalanta nei confronti di arbitro e VAR ha basi solide soprattutto per l’episodio Scalvini-Frattesi. Di fronte all’errore del direttore di gara Manganiello (e al monitor Gariglio) gli osservatori AIA Di Marco e Gervasoni hanno dovuto constare nell’immediato post partita le fondate proteste del Presidente Marotta.
A cura di Alessio Pediglieri
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Il silenzio dell'Inter sta facendo enorme rumore: al 90′ di Inter-Atalanta è calato il gelo in casa nerazzurra, nessuno ha più proferito parola o rilasciato commenti. Nessuno si è presentato di fronte ai microfoni del post gara e disertando la sala stampa per evitare di dover rispondere sulle inevitabili domande attorno all'operato arbitrale. Finito sul banco degli imputati soprattutto per due episodi considerati "chiave" nel match: la spinta su Dumfries in occasione del pareggio atalantino e il fallo in area su Frattesi impossibilitato a calciare. Che hanno scatenato l'ira del Presidente Marotta che ha fatto abbassare la saracinesca ai propri tesserati per evitare conseguenze disciplinari peggiori. Ma che ha avuto l'indiretta comprensione di Gervasoni e Di Marco, osservatori AIA a San Siro.

Il contatto Scalvini–Frattesi in area bergamasca oggetto dell’ira interista
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Inter furiosa, Marotta condanna Manganiello e Gariglio su Frattesi: l'AIA concorda sull'errore

Se sul primo episodio il contatto appare veniale, è sull'intervento di Scalvini a Frattesi che resta fortissima la sensazione dell'ennesimo errore di arbitro e VAR. Da un lato Manganiello e Gariglio, dall'altro Gervasoni e De Marco. In mezzo l'Inter, che protesta in silenzio, manifestando tutto il proprio disappunto per quanto sta accadendo. I primi due sono arbitro e VAR che hanno portato ai massimi livelli in campo la tensione di squadra e società nei confronti dell'AIA.

Gli ultimi due sono i rappresentanti degli arbitri presenti a San Siro che hanno confermato indirettamente, nel post gara di fronte alla rabbia di Marotta, poi andato negli spogliatoi della squadra, come l'intervento su Frattesi richiedesse almeno un'attenzione ulteriore oltre al classico silent check che non ha portato l'arbitro al monitor. Tutto ciò sarà svelato facilmente anche dai dialoghi e dall'audio intercorsi in quei momenti, resi pubblici nei prossimi giorni che confermeranno l'attuale posizione: se su Dumfries si può anche non fischiare, su Frattesi era doveroso almeno andare in revisione.

Le proteste di Chivu in Inter–Atalanta: sarà espulso
Le proteste di Chivu in Inter–Atalanta: sarà espulso

Errori, non complotti o torti. Al di là del clima umorale tra tifoserie che leggono tra le righe intenti oscuri di indirizzare il campionato in una o in un'altra direzione, l'evidenza sottolinea le difficoltà enormi che sta attraversando l'intera classe arbitrale e in campo e davanti ai monitor di Lissone. È questa la posizione ferma dell'Inter che si sente defraudata sul campo (non ultimo l'episodio del braccio di Ricci, derubricato dall'AIA come non punibile) ma che si fa forte di una protesta più che diffusa di un senso di inadeguatezza di tutta la composizione arbitrale: restando ancorati alle ultime gare, non a caso, gli esempi si sprecano.

La protesta dell'Inter è la stessa di tutte le altre squadre: le polemiche delle ultime settimane

Si è lamentato il Cagliari, contro il Como per la "sindrome Bastoni" vedendosi ammoniti due suoi giocatori per simulazioni inesistenti; la Cremonese a Lecce, per un rigore evidente non fischiato su Sanabria e non rivisto al VAR; la Roma, che ha dato in escandescenze nel match dell'Olimpico per una spinta in area di Bremer su Malen e per il per tocco di braccio di Malinovskyi su tiro Koné negato ai giallorossi a Marassi col Genoa. E poi ancora è stata la volta del Milan che ha protestato per il gol di Troilo del Parma con Piccinini che prima toglie e poi ridà la rete via VAR, così come aveva fatto anche col Como per un durissimo fallo di Van der Brempt su Pavlovic, da rosso diretto e solo ammonito.

All'appello ovviamente non manca il Napoli, che a Verona subisce gol da Akpa-Akpro, su corner dopo un fallo evidente, e non fischiato, di Bowie su Buongiorno, con le proteste che seguono a quelle accese di Bergamo dopo cui l'arbitro Chiffi venne fermato dall'AIA. E la Juventus, le cui recriminazioni si possono riassumere nella oramai celebre simulazione di Bastoni che portò all'espulsione di Kalulu.

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