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Collina e la finale dei Mondiali 2002: “Tre ore in un corridoio per il protocollo dell’Imperatore”

Pierluigi Collina, attuale Responsabile Arbitri FIFA, ha rivissuto uno dei più importanti momenti nella carriera di un arbitro: i Mondiali. Nello specifico quelli di Corea-Giappone 2002 quando arbitrò la finale, in una giornata ai limiti dell’assurdo: “Infinita, non sapevo più che cosa fare”.
A cura di Alessio Pediglieri
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Pierluigi Collina ha attaccato il fischietto al classico chiodo il 29 agosto 2005, dopo 28 stagioni di carriera, per intraprendere con altrettanto successo una carriera dirigenziale di altissimo livello, diventando prima designatore per la Serie A tra il 2007 e il 2010, poi responsabile degli arbitri UEFA fino al 2018 e attualmente ricoprendo l'incarico di Presidente della Commissione Arbitri della FIFA. Una storia professionale ricca di aneddoti vissuti attraverso un calcio che è radicalmente cambiato negli anni, con un particolare ricordo ad un momento magico in chiave internazionale, la finale ai Mondiali in Corea-Giappone del 2002: "La cui vigilia fu infinita, non sapevo che cosa fare".

Collina e la finale ai Mondiali 2002 Germania-Brasile: "Una vigilia infinita… non sapevo più che fare"

Il ricordo di Pierluigi Collina è ancora vivido malgrado siano trascorsi quasi 25 anni dalla finale dei Mondiali 2002 disputatasi tra Brasile e Germania e che vide trionfare i verdeoro dell'allora Fenomeno Ronaldo. Una gara che coincise con il coronamento professionale, cui aspira ogni arbitro, e che Collina visse in modo quasi unico, complice anche gli eventi che si inanellarono soprattutto prima del fischio di inizio: "Eravamo negli spogliatoi della Stadio e sentivamo cantare Anastasia fuori tra il pubblico. Bello, divertente in una situazione quasi surreale" ricorda ai microfoni di DAZN. "Una vigilia di finale di Coppa del Mondo che fu quasi interminabile perché a differenza del solito, in cui allo stadio ci arrivi un'ora e mezzo prima, comprese le squadre, in quella occasione fu tutto differente. A quella partita, la finale, avrebbe infatti presenziato in tribuna d'onore l'Imperatore del Giappone, e il protocollo imponeva che quando si muoveva lui si bloccava il traffico. E così ci dissero a noi arbitri e alle due squadre: dovete arrivare allo stadio prima".

Un monito e un ordine più che un invito, a tal punto che nessuno mancò di essere nella pancia dello Stadio Internazionale di Yokohama, teatro dell'atto conclusivo del torneo 2002. "Arrivammo allo stadio oltre due ore e mezza prima e potete immaginare la fatica di dover trascorrere l'ora extra per tutti" rivive ancora Collina. "Per i giocatori ma anche per me. Perché in quel caso non sapevi cosa fare, non sei abituato a dover gestire così tanto tempo. Così ad un certo punto, ci siamo trovati dentro questo lungo corridoio, tutti insieme. La maggior parte dei calciatori giocavano o in Italia o comunque in Europa, nella Champions League: abbiamo trascorso ben 40 minuti loro a chiacchierare e anch'io a chiacchierare con qualcuno che era lì, nel tentativo di colmare questa ora buca che ci avevano costretto a a vivere".

La quaterna arbitrale della finale dei mondiali 2002 Germania–Brasile, guidata da Pierluigi Collina
La quaterna arbitrale della finale dei mondiali 2002 Germania–Brasile, guidata da Pierluigi Collina

Collina ricorda la designazione per la finale ai Mondiali 2002: "Lo sapevo, l'Italia aveva perso"

Una vigilia ad altissima tensione che era seguita ad un altro momento topico di quei Mondiali per Collina: la designazione per la finale. "Sapevo già che avrei arbitrato quella finale… senza falsa modestia" ha ribadito scherzosamente l'attuale responsabile FIFA, ricordando come e quando venne avvisato che sarebbe stato lui il direttore di gara: "Ero in treno che stavo tornando da Giappone-Turchia e mi tenevano aggiornato sul risultato dell'Italia contro la Corea. E ad un certo punto, il mio accompagnatore, giapponese mi ha annunciato la sconfitta degli azzurri. E lì ho capito: le mie quotazioni di arbitro della finale a quel punto avevano avuto una impennata molto, molto importante".

Collina e la maglietta del Fenomeno: "Ronaldo me la regalò, la donna delle pulizie la lavò…"

Un ultimo indelebile ricordo legato ai Mondiali 2002 è anche quello legato ai trofei e ai cimeli che Collina conserva ancora oggi con cura e devozione. Malgrado abbia rischiato che qualcuno di essi facesse una brutta fine: "Sì, Ronaldo il Fenomeno mi ha dato la sua maglietta… che poi è stata lavata… perché la signora che lavora a casa mia di allora aveva pensato bene che una maglietta sporca e sudata si dovesse lavare… Ma la conservo nello studio di casa dove io lavoro quando sono in famiglia, insieme ad una collezione di altre magliette e palloni. E di quella partita in particolare ci sono il pallone,  la maglietta di Ronaldo, quella di Cafù e la maglietta di Hamann della Germania. Un bel ricordo".

Collina e i Mondiali 2026: "Il mio terzo mondiale… il terzo in cui l'Italia non ci sarà"

Poi un ultimo pensiero proprio ai prossimi Mondiali, che si disputeranno quest'estate tra Stati Uniti, Messico e Canada, dove ci saranno altre novità regolamentari, tra cui la regola che non permetterà mai più un "caso" Bastoni-Kalulu: "Se mi avessero ascoltato tre anni prima… ci saremmo risparmiati queste situazioni, ma non capiteranno mai più", il pensiero di un Collina che ha sempre anticipato i tempi ma che si rammarica di una coincidenza, nella quale non vorrebbe essere ricordato a posteriori: "Sarà il mio terzo mondiale come Responsabile degli arbitri, il terzo in cui l'Italia non ci sarà… non vorrei a questo punto che si pensasse che sono io a portare sfortuna…"

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