Chi ci ha guadagnato? Solitamente la prima domanda che si fa dopo che avviene uno scambio di mercato tra due società è questa. Si cercano di ipotizzare pro e contro, la posizione in campo dove i calciatori in questione potranno essere impiegati e cosa l'allenatore chiederà loro per sfruttare al massimo le qualità. Questo interrogativo è valso anche per lo scambio tra Arthur Melo e Miralem Pjanic della scorsa estate. Barcellona e Juventus hanno lavorato in maniera alacre per poter inserire questa operazione prima del 30 giugno, giorno della chiusura dei bilanci, e così è stato. Adesso, dopo sei mesi in cui i calciatori hanno invertito le loro rotte e si possono iniziare a tirare le somme su chi si è espresso meglio e quale club abbia guadagnato da questa operazione. La risposta, però, non è così semplice.

La sfida di domani al Nou Camp tra Barça e Juve, che vale il primo posto del gruppo G della Champions League 2020/2021, metterà di fronte Arthur e Pjanic, che dovrebbero essere in campo dal 1′, ma finora hanno inciso ben poco sulle loro nuove squadre. Vediamo i numeri.

Il centrocampista brasiliano classe 1996 ha collezionato 11 presenze totali in bianconero fino a questo momento: 6 in Serie A e 5 in Champions League per un totale di 589′ disputati, senza mettere a referto né gol né assist. Se guardiamo al minutaggio, il bilancio per Pjanic è ancora più negativo:  il calciatore bosniaco è stato impiegato 551′ tra Liga, sole 6 presenze, e Champions League, dove ha giocato sempre titolare. Mire è diventato un caso a Barcellona proprio per il suo scarso impiego nel torneo nazionale e l'imprescindibilità nella competizione europea. Anche Pjanic vede lo "zero" nella casella gol e assist della stagione in corso.

Due calciatori che dovevano essere il fulcro delle loro nuove squadre si sono riscoperti, almeno finora, dei comprimari e l'affare è stato fatto solo dalle società che hanno messo a segno due plusvalenze da capogiro: Pjanic venne pagato 35 milioni di euro nel 2016 dalla Juve, con un valore a bilancio vicino ai 13 milioni, ma la sua partenza ha garantito una plusvalenza tra i 45 e i 50 milioni di euro; ovvero una cifra simile a quella ottenuta dal Barcellona per Arthur, che è stato pagato 30 milioni di euro più nove di bonus nel 2018. Come diceva Eduardo Galeano: "Ci furono rialzi e ribassi nella borsa dei piedi"