Miralem Pjanic non è un calciatore da Liga. O almeno sembra essere questa l'idea di Ronald Koeman. Dopo la gara con l'Osasuna, vinta per 4-0 al Nou Camp, è passato un quarto del campionato del Barcellona e il centrocampista bosniaco ha giocato appena 158 minuti, ovvero il 19,5% del totale giocato. Il caso è montato nelle scorse ore soprattutto perché il tecnico olandese lo ha lasciato in panchina anche per 90′ scegliendo Pedri per affiancare de Jong nel ruolo di mediano e al posto del nazionale Under 21 spagnolo ha inserito Busquets nel secondo tempo invece che l'ex Juventus.

Pjanic è stato poco utilizzato in campionato ma il suo impiego in Liga contrasta con quello in Champions League: nella massima competizione europea ha giocato 291 minuti sui 360 totali, che rappresentano l'80,8%. "Non sono soddisfatto": con queste parole il calciatore classe 1990, in un'intervista al giornale francese France Football, ha parlato di questa situazione e la frase fa capire come non esista un patto con Koeman per giocare di più in Champions League che in Liga. Miralem Pjanic è un giocatore ambizioso e a 30 anni è convinto di essere in grado di giocare tre partite a settimana: il suo obiettivo di giocare con la maglia culé lo ha raggiunto ma sperava di essere utilizzato con più costanza.

Koeman vuole più impegno da parte di Mire e più prestazioni da leader di centrocampo, non sembra soddisfatto soprattutto delle tenuta mentale del suo numero 8. L'unica gara di Liga in cui è partito titolare in queste prime 11 giornate è stata quella in casa dell'Atletico Madrid sabato 21 novembre, quando è rimasto in campo per 83′ ed è stato sostituito da Martin Braithwaite per dare più peso all'attacco e cercare il pareggio. Una situazione piuttosto singolare a soli tre mesi dal trasferimento in Spagna di Miralem Pjanic.