Nella terra dei talenti e di una Nazionale vincente nonostante un bacino di abitanti non certo sterminato, è nato anche un certo Gaston Pereiro che ora prova a conquistare il Cagliari in un Paese, l’Italia, e in una città, quella sarda, bevenola con gli uruguaiani. E così, sulle orme di Dario Silva ma meglio ancora per posizione e qualità tecniche, di Francescoli e Fabian O’Neill, ecco chi è il nuovo arrivo in casa rossoblù dagli olandesi del Psv.

La scheda, ancora da aggiormare, di Gastone Pereiro secondo Sofascore
in foto: La scheda, ancora da aggiormare, di Gastone Pereiro secondo Sofascore

Gli inizi al Nacional de Montevideo, poi il Psv e la Celeste

Gaston nasce a Montevideo l’11 giugno del 1995 e come quasi tutti i bambini uruguaiani, che vengono al mondo con garra charrua integrata, ama il calcio e inizia fin da subito ad avvicinarsi al mondo del football. A 17 anni, il Nacional Montevideo lo nota e lo porta con sé nelle selezioni giovanili dei Tricolores. Quasi due anni più tardi, il 1 febbraio del 2014 debutta con gol nel derby col Racing Club Montevideo facendo capire a tutti che quella maglia, a breve, gli sarebbe andata stretta. Ma alla seconda società più blasonata del Paese dopo il Penarol va bene così. Il ragazzo cresce, si fa le ossa e gioca di fianco ad un suo idolo: Alvaro Recoba. Che conosce il calcio nostrano e chiude, in quei mesi, la carriera coi biancorossoazzurri. L’influenza del Chino, anche sulla sua qualità nei calci piazzati di Pereiro, è evidente. Il piede, è lo stesso: il mancino. Gaston fa bene, firma 12 gol e 9 assist in 46 gare totali nel Nacional con una Primera Division vinta nell’anno 2014/15 con Gustavo Munua (lui pure con un passato in Italia nella Fiorentina) in panchina che gli permette di guadagnare così la chiamata europea. Alla finestra, il Psv Eindhoven che lo porta in Olanda per 7 milioni di euro facendogli firmare un contratto di cinque anni. Qui, in Eredivisie, Pereiro fa esplodere tutto il suo talento e si rivela decisivo nei due titoli nazionali vinti dai Boeren nelle annate 2015/16 e 2017/18 con 22 reti e 8 assist. Prestazioni che gli valgono la Celeste di Tabarez, con esordio con gol contro il Messico nell’agosto del 2018 con 4 marcature e 10 presenze sin qui accumulate.

Titolare anche la scorsa annata, 2 firme in 31 gare internazionali Pereiro sceglie in questi giorni il Cagliari dopo un inizio di stagione difficile, solo 4 presenze in campionato per via di un infortunio alla clavicola, ed un contratto complicato da rinnovare in scadenza. I sardi ne approfittano e lo portano alla corte di Maran per appena 2 milioni di euro a fronte degli 11 di valore secondo il portale Sofascore.com.

Caratteristiche tecniche: fine dicitore molto abile sui calci piazzati

Lungagnone da 188 cm appare più un arcigno centrale che un raffinato esteta del gioco. Col piede sinistro bussola dei suoi movimenti e centro di gravità permanente di tutte le sue giocate. Fatte di estro, qualità, visione di gioco, dribbling e talento nel tiro. I calci piazzati, anche nel Nacional con Recoba ecol permesso del Chino, erano spesso suoi. Un’arma letale che potrebbe servire ad un Cagliari che spesso si affida alla sola potenza di Nainggolan per questo fondamentale tecnico. Gioca da trequartista ma è pure efficace da esterno largo a destra abile a convergere al centro in direzione del suo sinistro, pericolosissimo nell’ultimo passaggio.

Dove può giocare nel Cagliari di Maran: trequartista alle spalle del Cholito

Con un Cagliari che si affida spesso al 3-4-2-1 con due trequartisti in appoggio alla punta centrale Pereiro pare perfetto per il ruolo di rifinitore, sull’asse sudamericano, alle spalle di Simeone. Con Nainggolan, il Ninja, spostato da mezzala in grado di contribuire con la grinta giusta alle poche sgroppate difensive del talento di Montevideo, ed al suo fianco il brasiliano Joao Pedro perfetto per comporre un tandem tutta qualità in prossimità del terzo avversario. In alternativa, l'ex Psv potrebbe adattarsi nel ruolo di mezzala pur perdendo quei guizzi e quell'imprevedibilità che lo rendono spesso determinante.