Il bad boy della Russia è pronto a rinascere nella Serie A italiana. Aleksandr Kokorin sa benissimo che questa potrebbe essere la sua grande chance di dimostrare a tutti quanto sia cambiato. La Fiorentina e Commisso hanno scommesso su di lui, su quel ragazzo che ad ottobre 2018 è finito in carcere per un anno a causa di un'aggressione ai danni di un funzionario russo all'interno di un bar. In compagnia di Pavel Mamaev, ex Nazionale russo e con cui è stato protagonista anche di un'aggressione ad un autista e di una serata in discoteca dopo gli Europei 2016, Kokorin ne ha combinate di tutti i colori. Genio e sregolatezza verrebbe da dire in questi casi quando si tratta di talenti del calcio bloccati da un carattere un po' troppo fumantino.

Kokorin è stato una delle stelle dello Zenit San Pietroburgo dalla stagione 2015/2016 a quella 2018/2019. Ben 92 presenze, 34 gol e 12 assist per un giocatore che ottenne anche la benedizione di Capello quando ‘Don Fabio' ricopriva il ruolo di ct della Nazionale russa. Oggi alla Fiorentina, Prandelli avrà il duro compito di tenerlo a bada e farlo esprimere come meglio crede. Arriva da un'esperienza, quella al Sochi, dopo il carcere, in cui ha realizzato 7 gol e 2 assist in 10 presenze. L'occasione dello scorso anno allo Spartak Mosca l'ha fatto rientrare di diritto nel calcio professionistico realizzando con il club moscovita 2 gol e 2 assist nell'attuale stagione in 9 presenze.

Kokorin tra calcio, galera e bravate

Parlare della carriera di Aleksander Kokorin è assolutamente difficile. Non tanto dal punto di vista della tecnica e delle qualità dimostrate in campo, quanto piuttosto per i tanti episodi extracalcistici che hanno contraddistinto la sua crescita. Ma andiamo con ordine. Kokorin ha 29 anni e il suo cammino nel mondo del calcio inizia con la Dinamo Mosca, club in cui è cresciuto e con cui ha messo a segno la bellezza di 50 gol e 26 assist in 203 presenze. Nel club moscovita rimarrà fino alla stagione 2015/2016 che segnerà il suo passaggio allo Zenit. In quel momento Kokorin era un pupillo di Fabio Capello quando l'ex Roma e Juventus allenava la nazionale russa. Nel 2008, a 17 anni e 199 giorni, diventò il più giovane marcatore della storia della Dinamo Mosca. Tutto molto bello se solo nel 2016 non si fosse divertito in discoteca con Mamaev a pochi giorni dall'eliminazione della Russia dagli Europei di Francia. Le foto con le spogliarelliste di due anni prima poi, iniziarono a far emergere il carattere del giocatore. Nel 2017 fu invece escluso dalla Confederations Cup insieme a Dzyuba per aver preso in giro il ct Cherchesov sui social, mimandone i baffoni in una stories su Instagram.

Nello stesso anno, al matrimonio dell'amico Alan Chochiev, pubblicò una stories su Instagram in cui per festeggiare sparò dei colpi di pistola in aria suscitando l'ira di tifosi e della dirigenza dello Zenit. Poi il carcere ad ottobre del 2018 in un anno chiave per il declino della sua carriera. Prima il grave infortunio al legamento crociato del ginocchio che non gli consente di prendere parte al Mondiale che si è disputato proprio in Russia e poi qualche mese dopo l'episodio che ha segnato la sua carriera. Kokorin e Mamaev, entrambi ubriachi, aggredirono in un bar quello che poi si scoprì essere un funzionario statale. Condanna per un anno senza alcuna sconto da parte dei russi. Per lui solo le partite nel campetto con gli altri detenuti prima della rinascita e del ritorno alla vita di tutti i giorni prima con la maglia del Sochi e poi con quella dello Spartak Mosca. L'Italia l'ha conosciuta non solo per essere stato molto vicino alla Roma qualche anno fa, ma anche per aver giocato contro il Napoli al San Paolo con la maglia della Dinamo Mosca, ed essersi reso protagonista di una grande gaffe: “Non sapevo che Maradona avesse giocato con gli azzurri”. Oggi la possibilità enorme di ritornare in Italia e riprendersi l'Europeo che si disputerà il prossimo mese di giugno sperando di giocare una seconda parte di stagione da urlo con la maglia della Fiorentina.