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Che fine farà Romagnoli alla Lazio: dietro la mancata cessione vecchie ruggini e stipendi dilazionati

Le tensioni tra Romagnoli e club non accennano a diminuire, intanto Sarri deve pensare alla Juventus. Dietro alla mancata cessione spuntano vecchie ruggini, risalenti a più di un anno fa e alla questione stipendi che la Lazio paga da sempre dilazionati.
A cura di Alessio Pediglieri
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Lo scorso 24 gennaio Alessio Romagnoli ha giocato quella che considerava la sua ultima partita con la maglia della Lazio, a Lecce, in una gara chiusa con tanto di saluto commosso sotto la curva dei propri tifosi. Da lì in poche ore è accaduto di tutto e il suo contrario: il presidente Lotito che smentisce ogni cessione, la volontà del giocatore di voler oramai partire, il silenzio di Sarri, il rifiuto di Romagnoli di allenarsi, la guerra di poter interna tra club ed entourage. Fino alle indiscrezioni che hanno delineato cosa sia accaduto e perché alla fine nulla è cambiato con il difensore ancora in rosa, ma da separato in casa.

La trattativa di mercato attorno a Romagnoli, cos'è successo nella sessione invernale

L'unica nota positiva sulla vicenda è che Romagnoli sia tornato ad allenarsi con il gruppo: il difensore centrale è riapparso a Formello a disposizione di Sarri proprio una volta conclusosi il mercato invernale che è stato teatro di una delle telenovele più controverse degli ultimi anni. Le voci, ma non solo, lo davano partente alla volte del Medio Oriente a fronte di una ricca proposta per sbarcare alla corte di Roberto Mancini. La rabbia di Sarri, l'addio di Romagnoli all'ambiente Lazio. Poi il colpo di scena: comunicato del club che smentisce tutto, non è mai stato messo sul mercato. Da quell'istante, il cortocircuito totale: i tifosi fanno sciopero ad oltranza, Romagnoli smette di allenarsi (complice anche la nascita del figlio), Sarri resta in silenzio, la Lazio non cede e non vende.

Dietro alle frizioni di mercato: gli stipendi di Romagnoli e la "folle rinuncia"

A palla ferma e soprattutto a mercato chiuso emergono le prime indiscrezioni e dichiarazioni, soprattutto sul fronte entourage giocatore per voce di Enzo Raiola il procuratore di Romagnoli che apre alla sua narrazione: da più di un anno si era capito che le strade dovevano dividersi ma di fronte alla proposta concreta dell'Al Sadd, il club ha fatto muro intransigente facendo sfumare tutto, senza un reale perché. Una ricostruzione dura cui si aggiunge una forma di "ricatto" indiretto con i pagamenti dilazioni degli stipendi dei giocatori, a scadenze anche di 60-90 giorni: "In Italia succede spesso questo" ha spiegato Raiola, "anche alla Lazio che ha chiesto al giocatore di rinunciare agli ultimi tre stipendi", che andranno saldati entro metà febbraio. "Una richiesta di rinuncia assolutamente folle".

Ora tocca a Sarri: contro la Juventus deciderà se schierare Romagnoli o no

Ora toccherà ancora una volta a Maurizio Sarri ricomporre le parti di un puzzle cui mancano fin troppe tessere per potervi leggere il disegno finale. Romagnoli si è allenato da solo, ora è rientrato in gruppo, tecnicamente è necessario visto che a centro difesa mancano già Gila e Provstgaard. Alle porte c'è un match dall'altissimo valore, sia simbolico che sportivo, con la sfida a Torino alla Juventus, un appuntamento di fronte al quale il tecnico non può permettersi alcun regalo ai bianconeri fosse anche un Romagnoli sfiduciato e distratto, ma pur sempre un giocatore della sua rosa.

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