La Fiorentina ha vinto contro l'Udinese e il merito di questo successo va sicuramente attribuito a Gaetano Castrovilli. Il talento della viola che è riuscito a mettere a segno un assist e una doppietta contro i friulani portando i tre punti alla squadra di Iachini. Un serata magica per lui che in campo è stato anche attentamente osservato da Roberto Mancini, ct dell'Italia, che era presente al ‘Franchi' per assistere alla gara pronto a vedere da vicino lui e Biraghi. Positiva la sua risposta così come è stato positivo anche l'impatto di Nicolò Barella al suo ingresso in campo contro il Genoa.

Conte l'ha gettato nella mischia nel secondo tempo e una volta entrato, l'ex Cagliari, è riuscito a cambiare l'Inter che grazie alle sue intenzioni, ha trovato molta più facilità di sfondare nella difesa rossoblù trovando poi i gol della vittoria. Di certo non si può dire diversamente anche per Manuel Locatelli che nel folle match del ‘Mapei Stadium' contro il Torino, è riuscito ad emergere nel 3-3 finale diventando una vera anima dei neroverdi. Perno del centrocampo di De Zerbi. Ma tutti e tre, in generale, insieme poco più di 60 anni e già rappresentano il futuro della Nazionale italiana. Una certezza per Mancini.

Castrovilli, Barella e Locatelli: l'Italia di Mancini e i suoi gioielli del centrocampo

Castrovilli e Barella hanno 23 anni e 22 Locatelli. In tre hanno 68 anni e già rappresentano il futuro della Nazionale italiana di Mancini. Castrovilli può giocare benissimo in mediana e riuscire ad inserirsi nelle azioni in verticale destreggiandosi anche con assist per i tagli degli esterni. Barella deve ancora crescere un pochino sugli inserimenti, ma in quanto a rendimento, tenuta del campo e forza, è attualmente tra i migliori centrocampisti d'Europa.

Tanta forza nelle gambe che servirà tantissimo a Mancini nel prossimo Europeo così come gli altri giovani, proprio come specificato dallo stesso ct a novembre del 2019: "Dobbiamo capire cosa ci possono dare, anche non in un futuro immediato". Ma ovviamente anche a Conte tra campionato e Champions League. Castrovilli, ad oggi, è anche il primo giocatore a segnare in almeno tre delle prime cinque partite giocate dalla Fiorentina in una stagione di Serie A da Giuseppe Rossi nel 2013/14 (quattro).

Detto ciò con Barella al suo fianco, sicuramente l'Italia potrebbe già essere soddisfatta di aver formato un centrocampo per il futuro assolutamente fortissimo. Il centrocampista dell'Inter già lo scorso anno aveva fatto vedere giocate importanti sia in un centrocampo a 4 che a 5. E Mancini l'aveva capito già lo scorso anno:“Quando ha esordito non aveva ancora tanta esperienza, eppure ora è uno dei migliori centrocampisti d’Italia". 

Adattabilità al sistema di gioco che sono da attribuire anche allo stesso Locatelli che potrebbe rappresentare per Mancini quel giocatore capace di far girare palla grazie alla sua tecnica e soprattutto in virtù della sua capacità di interrompere le azioni di gioco avversarie. Una mezzala che qualunque allenatore vorrebbe avere in rosa. Ma per il momento, così come per Castrovilli e Barella, se li godrà tutti Mancini.